Pranzo al sacco

VACANZE 2022: IL RITORNO DEL PRANZO AL SACCO

A farmelo tornare in mente un comunicato stampa…Il pranzo al sacco, un’usanza che non andrebbe mai tralasciata in quanto conserva un suo antico perchè.

Sfoglio (si fa per dire perché sto scorrendo lo schermo del mio cellulare) i comunicati stampa inviati alla redazione e mi soffermo su quello dal quale ho rubato il titolo.

Francesca Goffi, dell’ufficio stampa del Progetto Trust Your Taste, Choose European Quality e Tiziana Formisano per ASSICA, l’Associazione che raggruppa gli industriali delle carni e dei salumi, comunicano che già dal 2021 a tutto il 2024 sono state intraprese delle “azioni di informazione e di promozione riguardanti i prodotti agricoli di mercato interno”.

Questo si legge su un comunicato nel quale introducono i cari e gustosi “affettati” come “Risposta economica, leggera e gustosa al caro vita” e continuano il packet lunch
(mi infastidiscono gli inglesismi, specialmente in una comunicazione che parla di italianità, mi adeguo ma, mi pare, che pranzo al sacco suoni meglio…) vede i salumi grandi protagonisti”. Rimandano poi ad un sito (che riporto per correttezza) www. trustyoutaste.eu nel quale si danno informazioni su qualità e valori di insaccati e compagnia bella.

Pranzo al sacco
Pic nic, tradizione d’altri tempi

Personalmente, sono un sostenitore del pranzo al sacco e molte volte ho proposto la formula a molti miei clienti, negli alberghi che dirigevo, con scarso successo. Forse perché, da clienti cinque stelle, trovavano la proposta riduttiva.

Continuo a pensare, però, che confezionato in modo elegante, alimenti in scatole di alta gamma, cestino di midollino un po’ retrò e, magari, qualche candela – un picnic possa sostituire l’atmosfera di un ottimo ristorante.

Per quanto riguarda i salumi, più di tre anni fa, avevo elaborato un progetto per un albergo di lusso che seguivo nel quale, lo spazio culinario sulla terrazza dell’ultimo piano, doveva diventare una esclusiva salumeria ed enoteca con vista sulla città.

Avevo fatto ricerche e studiato i salumi e i formaggi di ogni regione (e credetemi, sorpassiamo di gran lunga la Francia per quantità e sapori). Avevo esaminato le statistiche che confermavano le mie intuizioni: i salumi erano, e sono da sempre, in cima alla lista come prodotto più apprezzato dai giovani e le vendite di taglio fresco, quello da banco per intenderci, soppiantavano l’imbustato.

Pranzo al sacco

Tornando al picnic, o meglio al pasto al sacco e al sito dove si reclamizzano, grazie a questo progetto finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del Regolamento (UE) 1144/2014, salumi e affettati italiani, penso potrebbe essere proficuo inserire una mappa delle infinite località italiane evidenziando i posti più idonei ad incontrare l’atmosfera cercata dai consumatori, suggerendo, per ogni luogo e situazione, il salume più adatto.

Che ne so: prosciutto crudo di San Daniele e vino rosso per un pranzo sotto un pino, prosciutto d’anatra  e prosecco per il lago o l’intramontabile mortadella Bologna DOC con lambrusco frizzante Modenese per il mare.

Anche nel caso del pranzo a cestino (ecco: questo è il termine che preferisco), così come al ristorante, l’atmosfera fa la differenza… Viva il buon vivere, Viva il prodotto italiano, ovunque venga consumato!

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