San Remo

CANONE RAI CHIESTO AGLI ALBERGHI VUOTI: E’ GIUSTO?

Canone RAI: richiesta in arrivo a tutti gli hotel.

San Remo non si ferma nemmeno per la pandemia, anzi spende e spande denaro pubblico per ospiti, ospitini, ospitazzi, ospitucoli. Nessuno che rinunci ai cachet milionari, nonostante la situazione a dir poco drammatica dell’economia del “fu Bel Paese”.
L’unica luce in una valle di cupidigia smisurata, l’ha portata Alessia Bonari, simbolo della lotta contro la pandemia ed esempio di solidarietà. L’infermiera, la cui foto scattata dopo 12 ore di mascherina con evidenti lividi, è diventata un simbolo ha deciso di devolvere il cachet ricevuto dalla Rai per presenziare alla kermesse, in beneficenza.

In precedenza Tiziano Ferro, lo scorso anno, aveva fatto la stessa cosa, devolvendo il prioprio compenso in un’opera benefica. Chi invece ci fa vergognare è la RAI, si mammarai, che come se nulla fosse ha recapitato in settimana ai gestori di strutture ricettive di tutta Italia una missiva, dai toni a dir poco melensi, chiedendo di corrispondere entro il 31 marzo 2021 quanto dovuto per il canone Rai “speciale”, quello riservato alle strutture ricettive.

Il canone Rai speciale è una tassa di possesso che varia tra i 400 e i 6000 euro in
base al numero di camere, di stelle e di televisori posseduti da una struttura ricettiva.
Mediamente gli hotel italiani pagano circa 1000 euro a testa, per cui i 32mila hotel
italiano finanziano la Rai con almeno 30 milioni di euro complessivi. Per fare un
confronto, il Festival di Sanremo 2021 è costato 17 milioni di euro e dovrebbe
generare ricavi per circa 27.

Canone Rai
Rocco Salamone

Da questa missiva la presa di posizione di ATR Milano, l’associazione degli albergatori milanesi facente capo a Confesercenti, che giudica surreale questa richiesta e rilancia con una controproposta del presidente Rocco Salamone : «Il festival di Sanremo è stato uno schiaffo a tutte le attività commerciali costrette a stare chiuse: per questo ci auguriamo che i suoi ricavi possano essere utilizzati dalla Rai per mitigare il carico fiscale sulle attività come hotel, bar e ristoranti che nel 2020 e in questo inizio 2021 hanno tenuto sia le luci che i televisori spenti. La richiesta di pagare il canone Rai non tiene in alcun conto le restrizioni a cui siamo sottoposti come hotel: aperti per decreto, ma chiusi di fatto per il divieto di spostarsi tra regioni. Per questo abbiamo scritto una lettera a Rai e Governo per chiedere di spostare questa scadenza e tener
conto della profonda ingiustizia nel far gravare sugli albergatori chiusi il bilancio della
tv di Stato, molto meno toccata dalla pandemia rispetto all’industria turistica e degli
eventi dal vivo. Ci auguriamo che il ministro del turismo Garavaglia si dimostri
sensibile su questa tematica».

E ce ne sarebbe tanto da dire, ancora, come per esempio il fatto che ormai l’abbonamento sia inserito in bolletta e che per sgravarlo, magari non possedendo l’apparecchio, la trafila è praticamente impossibile.

Ma torniamo al bel gesto di Alessia, alla decisione di donare il suo compenso all’associazione La Farfalla di Grosseto, la sua città natale: «Si occupano di cure palliative, garantendo l’adeguata assistenza psicologica e infermieristica ai malati terminali che altrimenti, spesso, non potrebbero permettersela . ha dichiarato prima di tornare alla sua vita, dopo l’esperienza ligure – mi è sembrata la scelta più giusta».


Ma come si dice a Roma, #chettelodicoaffà?