DPCM Draghi

DPCM Draghi. Cambia solo la firma.

Sempre discriminati Congressi ed Eventi.

DPCM Draghi. Chi si aspettava novità resta deluso. Mentre teatri e cinema riaprono (giustamente) sale e spazi per congressi ed eventi restano ancora chiusi. Il settore ancora una volta viene penalizzato da una gestione incomprensibilmente incompetente, da politici che non sanno cosa chiudono, da un Presidente del Consiglio schiavo e burattino legato evidentemente ai fili di chi gli impone logiche di partito.

Tutto aperto tranne gli eventi. Già. È questa la grave e incomprensibile incongruenza del Dpcm Draghi appena firmato dal Presidente del Consiglio Mario Draghi. Ancora una volta il settore dei congressi, dei convegni e degli eventi aziendali e privati sembra non rientrare tra le priorità del Governo per portare il Paese verso una nuova normalità. Bisognerebbe che qualcuno facesse una nota al capo del “governo dei migliori” per spiegargli che il settore muove il 15% del PIL italiano visto che evidentemente lo ignora o lo dimentica colpevolmente. E delle due non capiamo cosa sia peggio.

“Un grave e incomprensibile errore di visione che sta bruciando un settore che genera un volume di affari di 65,5 miliardi per un impatto diretto sul Pil di 36,2 miliardi e che dà lavoro a oltre 570.000 persone, la maggior parte donne” dice Federcongressi&eventi nella sua nota di protesta. in una denuncia che arriva da #Italialive, il manifesto che riunisce le associazioni del comparto: Admei, Alleanza delle Cooperative Italiane (Cultura, Turismo, Comunicazione), AIIC Italia, Anbc, Club degli Eventi e della Live Communication, Convention Bureau Italia, Federcongressi&eventi, Ferpi, Feu, Icca, MPI Italia Chapter, Site Italy  e Una.

Il nuovo Dpcm Draghi autorizza la riapertura dei teatri e dei cinema anche nelle zone gialle, pur con le dovute misure anti-contagio, e mette invece ancora lo stop a congressi ed eventi, persino nelle zone bianche. Siamo di fronte a una vera e propria discriminazione, che non ci vedrà stare in silenzio”, commenta Salvatore Sagone, presidente del Club degli eventi e della Live Communication e portavoce nei rapporti con i media di #Italialive. “Associare ancora una volta il termine ‘assembramenti’ a congressi, convegni ed eventi dimostra la mancata conoscenza del modus operandi e della professionalità del nostro settore. Parliamo di eventi statici, dove ogni partecipante è preventivamente registrato e dove fior fiore di professionisti adotta misure di sicurezza che vanno ben oltre quelle previste dal Dpcm per l’apertura di teatri e cinema”.

“Siamo perfettamente consapevoli dell’impegno e delle difficoltà del Governo nel gestire una situazione sanitaria in divenire ma siamo davvero esasperati”, aggiunge Alessandra Albarelli, presidente di Federcongressi&eventi e portavoce dei rapporti istituzionali e politici di #Italialive. “Nonostante i positivi confronti con i rappresentanti del nuovo Governo ecco che un nuovo Dpcm Draghi sembra farsi beffe di migliaia di imprese e professionisti che da un anno sono sostanzialmente fermi e senza lavoro. Permetterci di riaprire, pur con limitazioni numeriche, sarebbe stato un segnale di attenzione che non ci avrebbe certo permesso di ripartire ma che avrebbe dato un messaggio di speranza a un settore che rischia il default e che non ha ancora ricevuto i sostegni promessi. Siamo sconcertati nel constatare quanto l’Italia sia il Paese che, nell’emergenza Covid19, non stia dando pressoché alcun supporto a un settore fondamentale per la promozione del made in Italy, per la ripresa del turismo, per lo sviluppo di innovazione e per la formazione del personale sanitario, mai come oggi urgente e indispensabile”.

DPCM Draghi

Il settore è in ginocchio. Si moltiplicano ogni giorno le chiusure, le grida alte lanciate da chi non sa più come sopravvivere, come pagare stipendi e affitti, come gestire contratti annullati. Ma il DPCM Draghi si interessa alle richieste di Franceschini sui Musei (lecite e sacrosante per un settore fin troppo penalizzato) dimenticandosi di tutto il resto.

Abbiamo cambiato Conte. Abbiamo festeggiato il nuovo che avanza, i migliori. Sembrava che tutto dovesse cambiare. Ci troviamo con un Presidente del Consiglio che neppure si presenta in conferenza stampa, che neppure commenta. Che impone dall’alto come un caudillo medievale insensibile e sordo alle richieste del suo popolo morente. Un presidente del consiglio che opera per DPCM esattamente come il precedente da cui il nuovo Dpcm Draghi non si discosta in nulla. Continuando a chiudere senza proporre cure, senza proporre risorse, senza proporre soluzioni che non siano il confinamento forzato che nulla ha prodotto fino ad oggi.

Certo, è arrivato il cambio di Arcuri e alla Protezione Civile. Ma non può bastare. Il piano vaccini è ancora ben lontano dall’essere operativo e il settore degli eventi, dei congressi, del turismo, della ristorazione ha bisogno di ben altro che il Nuovo Dpcm Draghi per vivere. Soprattutto perché è un settore con un protocollo ben più certificato e operativo, sicuro e testato, di tanto altri settori invece aperti senza controllo.