Hai passato il Ponte.

Ma sarai sempre con noi.

Eri odiosa come Miranda Prisley del Diavolo veste Prada. Una vera regina della redazione. Altezzosa, snob. Mangiavi solo il tuo salmone dell’Atlantico e guai se l’acqua non era fresca. 

Eri capace di dispetti e di agguati dalle scrivanie, dalle librerie. Non si poteva scrivere nulla con te in giro, perché immancabilmente il tuo sedere si posava sulla tastiera dei nostri Mac e tu guardavi lo schermo, puntavi il muso e i baffi contro l’impaginato come a voler dire “non va bene”. 

Ma soprattutto guai a occupare la tua poltrona che avevi rubato al nostro direttore; arrivavano gli ospiti e lui si scusava con te prima che con loro per doverti far sloggiare dalla tua copertina. Una scena surreale e comica al tempo stesso.

Ma eri la nostra mascotte insieme agli altri pelosi che girano in redazione perché, per la fortuna di tutti noi, l’ufficio è sempre stato “pet open” con una stanza solo per gli animali di chi lavora. E tu eri la più piccola, ma sapevi farti rispettare anche dai cani grandi, quelli che incutono terrore anche agli umani e che tu rimettevi al loro posto con una zampata bonaria sul muso, come la mamma che ti dà un buffetto sulla testa. Quelli tra cui passavi con la testa alta, squadrandoli dall’alto in basso dei tuoi 15 cm scarsi.

Da ieri non ci sei più. Lo avevamo capito da tre mesi che quella bestia bastarda dentro te ti stava portando via. Non giocavi più, ti nascondevi nei cassetti e nei mobili, timida e spaurita. E non sono servite a nulla le chemio, le cure, le corse in clinica. Tornavi e continuavi a dimagrire, a stare peggio. Era diventato impossibile guardarti, ascoltarti miagolare. 

Ieri l’umano che governavi con piglio da regina ti ha aiutato a passare il ponte. Ti abbiamo fatto le ultime coccole fingendo allegria mentre ti salutavamo dal tuo trasportino. Ultima volta dalla tua “SchifoVet”, quelle delle iniezioni delle pastiglie amare, quella che ti ha curato in questi mesi. Ti ha addormentato dolcemente e sei corsa via attraversando il ponte. 

Quando stamattina non sei più rientrata con il tuo umano piangevamo tutti. Mancherai anche ai pelosi Bau Bau e alle loro code oggi più ferme, quasi abbiano capito anche loro. Mancherai a tutti noi; poi le lacrime lasceranno il posto ai sorrisi e ai ricordi. Ma la tua poltrona è vuota e le tastiere dei Mac questa mattina aspetteranno inutilmente che tu vada a sederti sopra di loro. 

Buon viaggio. Ciao Miri.