Scampia

Scampia: una idea innovativa per un turismo sostenibile, informato e utile

Francesco Riccio è un agente di viaggio di Napoli che, come tutta la categoria, si è trovato spiazzato e depauperato del lavoro allo scoppio della pandemia.
Ma come si sa, l’inventiva, spesso, salva dalle situazioni peggiori. Così Riccio ha fatto appello alla fantasia, al territorio, al sociale, ai miti, spesso errati, creati dalla televisione, e si è inventato un tour del tutto nuovo e interessante per valorizzare il territorio, l’impegno sociale e quel che c’è (perché ce n’è, ad onta di quello che si pensi) a Scampia.

Scampia
Francesco Riccio

«Non posso negare che si tratti, certamente, di un quartiere difficile – ci racconta Francesco Riccio – che ha avuto, e forse continua ad avere, i suoi problemi, acuiti dalla, a tratti, ingiusta fama romanzata della serie TV Gomorra. La nostra idea coniuga la possibilità di mostrare il territorio come è nella realtà e tutte le iniziative a sfondo riqualificazione sociale del territorio».
E così si parte alla scoperta del quartiere e delle sue realtà virtuose, in un tour che ha la patina turistica, ma l’anima nobile.
I tour che saranno dal lunedì al venerdì con un minimo di dieci persone, partono da un appuntamento con i partecipanti alla stazione della Metropolitana d’arte di Scampia.

«E’ qui che incontreremo l’anima del quartiere, grazie ad una guida/testimone che racconterà la storia di Scampia a partire dalle installazioni artistiche di Felice Pignataro del Felimetrò, fino alle recenti opere moraliste di Jorit e la galleria espositiva di recente inaugurazione – spiega Riccio – Il clou del “giro” sarà la passeggiata guidata per Scampia, costeggiando le famose “vele” e le abitazioni della nuova edilizia popolare famose per essere stato il set di varie serie televisive e cinematografiche».

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Poi sarà la volta della visita al giardino dei Cinque Continenti – Progetto Pangea (Largo Dino Battaglia) uno spazio interamente riqualificato dal basso da associazioni, abitanti e scuole di Scampia, a testimonianza vivente che esiste una forte volontà di riscatto sociale, estetico e di vita.

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«Un altro momento importante del tour sarà la visita alla ”Scugnizzeria” cui seguirà l’incontro con i fondatori e i volontari – aggiunge Riccio – La Scugnizzeria è la Casa degli Scugnizzi, 140 mq di rivoluzione in periferia, tra Scampia e Melito. La Scugnizzeria è una moltitudine, è una bottega, un bazar, una Piazza di Spaccio Creativa. La prima enolibreria dell’area nord di Napoli, dove si vendono libri di case editrici indipendenti, ma anche vino locale, miele artigianale, riso, prodotti tipici artigianali, audiolibri, ebook, cd musicali e vinili e bomboniere solidali, orgogliosamente Made in Scampia, insomma un luogo che coniuga tutti gli ingredienti turistici e umani per mostrare la volontà di riscatto. Si prosegue con una passeggiata che costeggia il Centro Territoriale Mammut, la villa comunale Parco Ciro Esposito, il Centro Hurtado, gestito dai padri gesuiti e le cooperative sociali di sartoria e tipografia».

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E come sempre, “dulcis in fundo”. Si finisce da Chikù per un Incontro con l’associazione chi rom e chi no, associazione che opera a Scampia con la comunità rom e napoletana e con La Kumpania Impresa Sociale costituita da donne italiane e rom (a Scampia c’era un enorme campo rom da cui nacque questa commistione) che hanno trovato nella cucina locale mescolata a quella etnica una forma di collaborazione e integrazione encomiabile.
«Così, tornando al metrò, termina il nostro tour di tre ore, una proposta che spero possa attecchire – conclude Riccio – e portare turisti e persone interessate qui.
E’ importante che si sappia la verità e si posa toccare con mano, perché la verità a volte distorta a fine di spettacolo, non sapete che effetto dirompente possa avere sul territorio. E proprio per far conoscere le realtà abbiamo dato vita a questa iniziativa».