Val Senales

LA VAL SENALES SI PREPARA AL 30° COMPLEANNO DI ÖTZI

Non mi era mai capitato di essere invitato al compleanno di un ”tale” che compie 5330 anni! Si proprio così, Ötzi, la mummia del Similaun, festeggia i 30 anni dal ritrovamento sul ghiacciaio della Val Senales. Una storia incredibile che ci ha reso, dopo 53 secoli circa, ciò che resta di un umano vissuto nel neolitico, morto su un sentiero che univa ciò che oggi è la Otzertal, nei pressi di Innsbruck, e le Alpi Venoste.
Un camminamento che veniva usato per le prime transumanze, dall’attuale Maso Corto a Vent in Austria. Una storia piena di fascino, quella della transumanza, che oggi, addirittura, ha ricevuto lo status di Patrimonio Immateriale dell’Umanità (2019).

E’ una storia ricostruita in anni di ricerche e deduzioni quella di Ötzi, morto all’apparente età di 46 anni, molto più anziano della vita media di allora, 30/35, ucciso, si è scoperto in seguito, da una freccia conficcata sotto la clavicola sinistra, la cui punta è ancora lì, dove terminò la sua corsa quel giorno, recidendo un’arteria e provocando il dissanguamento del nostro.
La cosa strabiliante è che per una serie di coincidenze il corpo ci è stato restituito “intatto”, perché protetto da un avvallamento del terreno. I ghiacciai, con i loro movimenti, macinano tutto ciò che custodiscono, tanto che è rarissimo trovare reperti intatti.

Val Senales
La ricostruzione dell’aspetto di Ötzi

«Sul momento non si capì l’importanza di questo ritrovamento – raccontano Oliver Peschel, addetto alla conservazione della mummia ed Andreas Putzer responsabile degli scavi in Val Senales – infatti fu anche trattato con poca attenzione. Inizialmente si pensò che si potesse trattare di un alpinista scomparso recentemente e, durante il recupero, senza particolari accorgimenti, furono danneggiate parti del corpo come i tessuti esterni, femore sinistro in modo serio e genitali, fino all’equipaggiamento. Fu portato in Austria dove ricevette le prime attenzioni conservative e, da lì, ha iniziato a regalarci una serie di informazioni tali che, assieme ad altri reperti ad egli appartenuti, ci ha addirittura fatto retrodatare l’età del rame in quest’area di circa un millennio».

Val Senales
Il Museo Archeologico dell’Alto Adige a Bolzano

Ötzi, fu trovato casualmente, restituito dallo sciogliersi del ghiacciaio, da una coppia di coniugi tedeschi Erica e Helmut Simon di Norimberga, il 19 settembre 1991 durante un’escursione sullo Hauslabjoch. Dopo diverso tempo si stabilì che il luogo dove egli riposava, per poco più di 90 metri, era in territorio italiano e, per questo, la mummia fu restituita all’Italia.

Oggi la si può ammirare nel Museo Archeologico dell’Alto Adige, a Bolzano, custodita in una cella frigorifera, con un intero piano tutto ad essa dedicato. Il corpo viene conservato in una stanza con circa il 99,6% di umidità a −6° e, con cadenza bimestrale, un medico specializzato spruzza sulla mummia acqua distillata, che forma una patina protettiva e restituisce lo 0,4~0,5% di umidità mancante ai tessuti inariditi.

Val Senales
La cucina …mai dimenticarla, soprattutto se è un presidio “slow food”

«E’ un vanto della Val Senales, un antesignano, un “concittadino” illustre – dice un altro simbolo, vivente, di questa piccola valle, Reinhold Messner, attivissimo nella promozione del luogo eletto a proprio domicilio, alpinista che non ha bisogno di presentazione – e sarebbe bello poterlo riportare qui. La valle sta affermandosi dal punto di vista turistico come un presidio slow food, attento ad una sostenibilità che da anni vado predicando, basata sul rispetto per territorio ed abitanti, siano essi animali, piante o umani».

E questa tendenza pare sia ben diffusa nella valle poco distante da Merano e Naturno, che si sta reinventando dopo che il ghiacciaio non ha più il peso specifico di un tempo nell’attirare turisti, agonisti in allenamento nella pre stagione e sciatori estivi.

Val Senales
La piattaforma per osservare il luogo del ritrovamento ©AlexFilz

Tornando all’affascinante e misteriosa storia di Ötzi, egli morì in quel luogo probabilmente cercando di sfuggire ad inseguitori che lo braccavano. L’esame del dna ci ha detto che il suo ceppo è oggi estinto mentre una mappatura genetica accredita alla mummia affinità on gli attuali popoli corso e sardo, l’appartenenza al gruppo sanguigno “0” e tante altre interessanti notizie scientifiche. Ad esempio di pensa che Ötzi sia stato un pastore che a volte portava la mandria al pascolo durante gli spostamenti stagionali, testimoniando la tradizione della transumanza, ancor oggi ben radicata. Ma, come tutte le teorie, vi è qualcuno contro e ritiene che Ötzi non possa essere considerato un pastore, bensì un appartenente a una classe “nobiliare”, visto il suo ricco corredo di abiti e strumenti assai pregiati.

Val Senales
Walter Zerpelloni e Reinhold Messner

«Qui in Val Senales – spiega il presidente del consorzio turistico Walter Zerpelloni – abbiamo ricostruito l’Archeoparc-Museum Val Senales, un museo interattivo che illustra le numerose deduzioni scientifiche ottenute grazie al ritrovamento e ricostruisce l’ambiente in cui visse Ötzi. E ci avvicineremo, attraverso l’estate al 19 settembre, con tante manifestazioni in suo onore per arrivare al genetliaco, che dovrebbe coincidere con i giorni della transumanza, un altro importantissimo evento caratteristico della nostra valle».

Val Senales
Il Grawand hotel

Per chi volesse salire con gli impianti della Alpin ArenaSchnals (Funivie ghiacciai Val Senales) sei minuti di corsa portano alla stazione di Grawand dove sorge l’omonimo hotel, il più alto d’Europa. Da qui si cammina verso la piattaforma a 3251 metri, dalla quale è possibile vedere il punto esatto che ha dato riparo a Ötzi fino al ritrovamento.

Val Senales
Olafur Eliasson e la sua opera

Oppure ammirare l’nstallazione permanente di Olafur Eliasson, Our Glacial Perspectives, opera articolata su un sentiero che corre sulla cresta del monte Grawand, per 410 metri, che domina il ghiacciaio Hochjochferner.
Il concetto dell’opera è un dispositivo ottico che invita lo spettatore a riflettere sul tema ambientale. L’installazione è stata infatti commissionata dalla Talking Water Society una fondazione che si concentra sulla risorsa più importante sul pianeta Terra: l’acqua.

Ed è proprio da qui che potrete augurare buon compleanno a Ötzi !

Please follow and like us: