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Alitalia: il 15 ottobre (ri)parte il futuro della compagnia di bandiera, con il nome di ITA. Che sia la volta buona?

E’ una storia che si ripete, ogni volta uguale. New Co, Bad Co, prestito ponte, amministrazione controllata e chi più ne ha più ne metta. Ma in sostanza la cattiva amministrazione dei vertici della bistrattata compagnia di bandiera, Alitalia, ha fatto più danni di Carlo in Francia. Amministrazioni controllate, procedure concorsuali, aumenti di capitale, una storia di oltre 40 anni di operazioni che hanno portato la compagnia allo stato odierno sono giunte alla, pare, stretta finale, complice la situazione irreale che la pandemia ha creato.

La buona notizia parla di una trattativa finita bene tra governo italiano e UE a proposito del così detto “dossier Alitalia che ha dato di fatto il via libera alla New Co ITA, acronimo di “Italia trasporto aereo”. Così secondo il ministero dell’Economia e delle Finanze, il decollo sarà il 15 ottobre grazie alla  garanzia di discontinuità, necessaria al rispetto della normativa europea.

Le tappe della “rinascita” vedranno l’aumento di capitale a 700 milioni di euro il che, assieme al passaggio di determinate attività da Alitalia a Ita, porrà le basi per un nuovo vettore nazionale le cui peculiarità saranno sostenibilità, indipendenza, in grado di operare nel segno della discontinuità e con solide prospettive di crescita e sviluppo.
Alitalia, macchina mangiasoldi (pubblici) cesserà di esister il prossimo 15 ottobre.
Una vecchia Alitalia, che è arrivata fin qui sotto la guida di Fabio Lazzerini, ad. (il quale resta una delle pochissime garanzie di serietà e capacità professionale assodata).

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Fabio Lazzerini ad di ITA

Lazzerini si era già espresso con una buona dose di ottimismo e una certa sicurezza sull’inizio delle operazioni. «Sono soddisfatto per il riconoscimento della solidità industriale e finanziaria che sono alla base dell’approvazione del piano – ha dichiarato – un progetto che partendo dal passeggero e dalle sue esigenze, vorremo potesse portare Ita tra le migliori compagnie in Europa per sostenibilità economica, sociale ed ambientale, garantendo al contempo connettività a chi ne ha bisogno. Ora si apre la grande sfida: far partire, in soli tre mesi, una compagnia di successo, sfida cui dedicheremo ogni nostra energia».

E non poteva mancare il ringraziamento a chi ha contribuito a questo ennesimo salto (speriamo non nel buoi come i precedenti). Dal team di Ita per l’impegno entusiasta e totale con cui ha continuato ad operare in questi difficile e complessi mesi, alle Istituzioni, agli stakeholder del settore da Enac a Enav a tutto il sistema aeroportuale, per l’apertura e la fiducia che stanno dimostrando alle neonata compagnia.

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Dovremo salutare il vecchio, caro logo

Le maestranze della ex Alitalia potrebbero essere integrate nella nuova compagnia in ragione di  2.800 unità nel 2021 e 5.750 nel 2022, sotto l’attenta vigilanza (ma non doveva essere così anche prima?) del Mise, guidato da Giancarlo Giorgetti, così come anche sull’amministrazione straordinaria di Alitalia e per chi non troverà posto in Ita.

In contemporanea con la “green light” di si è riunito il cda di Ita spa che ha approvato le linee guida del Piano Industriale 2021-2025, nel quale sono state inserite le variazioni richieste dalla Commissione Europea nel corso degli incontri dei mesi scorsi con il governo. Ita potrà acquisire tramite una negoziazione diretta il settore Aviation di Alitalia in amministrazione straordinaria, mentre il brand Alitalia sarà ceduto attraverso una gara pubblica alla quale Ita parteciperà in quanto, il vettore Ita, ritiene il brand elemento imprescindibile nella realizzazione del piano stesso, (la Commissione non ha consentito il passaggio diretto del marchio).

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La tessera Millemiglia

Ita partirà con una dotazione di slot coerente con la dimensione iniziale della propria flotta, mantenendo l’85% degli slot oggi detenuti da Alitalia sull’aeroporto di Milano Linate e il 43% degli slot su Roma Fiumicino. La new co guidata da Alfredo Altavilla e Fabio Lazzerini, però non potrà partecipare alla gara pubblica che verrà bandita dal Alitalia, in regime di amministrazione straordinaria, per la cessione del proprio programma di fidelizzazione; in altre parole scordatevi Millemiglia.

Nello specifico Ita esordirà con con una flotta di 52 aeromobili di cui 7 wide body e 45 narrow body. Già nel 2022 la flotta crescerà fino a 78 aeromobili e nello stesso anno è previsto l’inizio dell’inserimento di velivoli di nuova generazione.
Il 2021 vedrà un numero di dipendenti, assunti per gestire l’attività Aviation, fra 2.750-2.950, che salirà a realizzazine del piano (2025) a 5.550-5.700 dipendenti.

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Il logo di Ita


Il network dei collegamenti focalizzato sull’hub di Fiumicino e su Milano Linate, servirà all’inizio 45 destinazioni con 61 rotte che saliranno a 74 destinazioni e 89 rotte nel 2025.Al momento restano attivi, sul lungo raggio, New York (da Roma e Milano), Tokyo Haneda, Boston e Miami (tutte e tre da Roma), ma già per l’estate 2022 la compagnia prevede di avviare nuovi voli su San Paolo, Buenos Aires, Washington e Los Angeles.

Sul breve e medio raggio Ita volerà dagli stessi scali verso le principali destinazioni europee, tra cui Parigi, Amsterdam, Bruxelles, Londra, Ginevra e Francoforte, oltre alle rotte internazionali servite solo da Roma, tra le quali Madrid, Atene Tel Aviv, Cairo, Tunisi e Algeri.

Sul fronte domestico Ita garantirà ampia copertura degli scali nazionali, 21 aeroporti nel paese con un operativo dei voli stabile e un numero di frequenze e orari che rispondano al meglio alle esigenze della clientela business e leisure.

Non possiamo non augurarti: in bocca al lupo Al ITA lia!