Champagne

C’è champagne e champagne! Da LIDL con € 13,99 …

Ogni anno, dalla Francia partono più di 150 milioni di bottiglie di champagne destinate ai mercati esteri; di queste, più di 8 milioni arrivano in Italia ed il consumo è in costante aumento.

Una veloce premessa è doverosa per capire che non tutti gli champagne sono uguali.
I produttori delle bollicine più famose al mondo, dalle grandi Maison ai piccoli domaine di vigneron della Champagne, sono più di 15.000. Gli imbottigliatori sono circa 4.700 ma, a detta dei grandi esperti, solo 300 offrono vini davvero buoni.  Ognuno ha il proprio nome e, soprattutto, ha il suo chef de cave che, partendo dall’assemblage, considera le sfumature di ogni vino base e compone la cuvée che determina lo stile della Maison.

Ogni produttore ha il proprio segreto per la composizione del liqueur d’expédition che aggiunto, a rabbocco, nelle bottiglie dopo il dégorgement, determina le caratteristiche organolettiche di ogni champagne. La quantità di zucchero, invece, determina la tipologia o dosage: pas dosé, extra brut, brut, extra dry, sec, demi sec, doux.

Champagne

I vitigni usati per gli assemblaggi di creazione dello champagne sono diversi. Quelli stabiliti dal disciplinare sono principalmente Chardonnay, Pinot Noir e Pinot Meunier ma possono essere utilizzati Arbanne, Pinot Blanc, Petit Meslier e Fromentau.

Qualche tempo fa, seduto allo chef-table, con vista Monte Bianco, del ristorante di uno degli alberghi che dirigevo, mi confrontavo con Mimma Posca, ancor prima che lasciasse, con mio enorme dispiacere, Pommery, su come la parola champagne agisca sulla sfera emotiva delle persone. 

Champagne

Il termine champagne gioca un ruolo fondamentale nelle emozioni e nell’inconscio: acquistiamo champagne per festeggiare eventi speciali, per far colpo sugli altri e quando lo facciamo, ci indirizziamo sulle etichette più note; acquistiamo il brand non il prodotto e molte volte, non avendo un budget sufficiente per acquistare un’etichetta famosa e celebrata, ne comperiamo una a caso; l’importante è che l’etichetta riporti la dicitura champagne.

I veri esperti di questo vino spumeggiante, coloro che acquistano queste bollicine cognitivamente, in base ad oggettivi parametri di scelta, sono pochissimi e anch’io non mi ritengo uno di questi. Tuttavia la mia professione mi ha portato ad assaggiare diversi champagne e il lungo periodo trascorso in Francia, nel gruppo alberghiero della famiglia Taittinger, è stato utile per comprendere, a grandi linee, se quello che sto bevendo corrisponde a quello che dovrebbe essere, al di là del mio gusto personale.

Lo champagne a marchio Lidl arriva sul mercato

Champagne
Il “Comte de Senneval” by LIDL

Tempo fa, incuriosito da un’offerta a volantino che lo proponeva a € 13,99 ho acquistato al Lidl una bottiglia di champagne Comte de Senneval. Le aspettative, basandomi esclusivamente sul prezzo, non erano alte. Soffermandomi sull’etichetta e dopo alcune facili ricerche, ho appreso che Comte de Senneval non è una Maison ma è solo un nome e che si tratta di un “marque auxiliare”, come si dice in gergo, ovvero un vino realizzato e imbottigliato per conto terzi. Viene prodotto da Maison Burtin di Epernay: “niente male” ho pensato “visto che è una delle otto maison del gruppo Lanson-BCC assieme, tra le altre, a Maison Burtin, Chanoine Frères, Alexandre Bonnet”. Sempre più incuriosito, leggo una recensione on-line di Fabrizio De Simone, classificato tra i primi 3 sommelier d’Italia nel 2019 che accresce le mie aspettative

La stappo dopo averla ben raffreddata: le bollicine sono forse troppo esuberanti; il colore delle sfumature è un po’ troppo tendente al rosa.
Mi chiedo se sia a causa di troppa buccia nera o di ossidazione. Dopo averlo assaggiato, attribuisco la causa alle bucce di Pinot Noir: non c’è ossidazione. Al primo sorso, è gradevole ma, pur essendo ben freddo, sento un dosaggio che mi pare ben superare i 12 grammi per litro previsti per i Brut. All’olfatto non è piacevole e non invita certo a prolungare l’annusata; subito dopo, emerge, lievissimo, un sentore di fragola e di lieviti. Sono a casa e sto preparando il ripieno dello strudel; decido di riprovarci: mangio un pezzetto di mela, mi sciacquo la bocca, cambio flûte: si è leggermente scaldato; le bollicine si sono stancate e si è stancato il vino; l’olfatto mi riporta al milk-shake alla fragola.
Finisco il bicchiere solo perché mi dispiace lasciarlo.

Champagne

Conclusione: è uno champagne poco pretenzioso e il prezzo lo annuncia; può andar bene stappato tra amici e usato per alzare un po’ il tono di una cena casalinga; consiglio vivamente di non offrirlo a qualcuno che abbia un minimo di conoscenza.

In ogni caso, prima di berlo, raffreddatelo molto, ma molto bene!!