Luna Rossa

Luna Rossa: “volando” verso l’America’s cup 2021

Italiani, popolo di poeti e naviganti. Non so quanto siano poeti i neozelandesi, ma di certo sono tanti i naviganti e i rugbisti.
La XXXVI America’s Cup si svolgerà nelle acque di Auckland, per la terza volta e, per la seconda, l’avversario designato sarà Luna Rossa, il natante che porta i colori dell’Italia.
Luna Rossa, dopo il Moro di Venezia, unica barca italiana a sfidare il “defender”.
Al via il 6 marzo, la prestigiosa Coppa verrà assegnata a chi si aggiudicherà per primo 7 regate.

Luna Rossq
Mauro Stanzani in una foto e articolo del Resto del Carlino dell’epoca

Se penso a Luna Rossa, la prima immagine che mi viene in mente è quella di Mauro Stanzani, componente del team come grinder nelle due edizioni 2000 e 2003.
Un amico, giocatore di football americano a Bologna, nei Warriors, ingaggiato per la sua più che robusta costituzione fisica.
Due campagne complete, tanta roba, soprattutto per chi non nasce velista.
Oggi tutto è cambiato, non ci sono più le filanti monoalbero classe “12 metri”, prima e “IAAC” poi, ma delle barche più simili ad aeronavi, tanto che circola la battuta che non serva la patente nautica ma il brevetto di pilota per condurle”, su quei foil che paiono farle volare. Ecco le AC 75, 23 metri di lunghezza per 5 di larghezza, per la maggior parte costruite in fibra di carbonio.
Ci si è arrivati attraverso una “aberrazione velica”: l’equipaggio svizzero di Alinghi e i cambi di regolamento che può imporre il “defender” passando per i catamarani arrivando alle odierne formula uno del mare, gli AC75.

La perseveranza di Patrizio Bertelli e gli investimenti di Prada (Pirelli, Panerai e altri sponsor in questa edizione) ha portato a più di venti anni di sforzi, non sempre coronati dal successo. Luna Rossa oggi è il sindacato cui tutti guardano, che ha fatto fuori, prima a fatica, poi in scioltezza nella finale della Prada Cup (precedentemente LV Cup) l’imbarcazione del NY Yacht Club, American (poco) Magic e poi quella supportata dai cospicui investimenti di Ineos, il Britannia che fa capo al Royal Yacht Squadron dell’isola di Wight.

Luna Rossa

I budget sono importanti per questa competizione, un simbolo mondiale, oltre i cento milioni di euro per una campagna…ma oggi Luna Rossa è un momento di orgoglio nazionale come hanno sottolineato i protagonisti.
Lo skipper di Luna Rossa, il riminese Max Sirena, vero ct del team, si gode il successo nella Prada Cup, ma è attento a cosa accadrà nell’ormai leggendario Golfo di Hauraki fra pochi giorni, contro Te Rehutai la poderosa imbarcazione Kiwi il cui nome evoca la potenza del mare. E il team azzurro, dopo un giorno di baldoria, ha ricominciato a lavorare per aggiornare foil e vele, arrivate dall’Italia, per la “stazza” del 1 marzo, dopo di che non si cambierà più nulla.

La storia ha visto una sola imbarcazione italiana vincere una regata in finale, se no tutti cappotti. Si trattava del Moro di Venezia, armatore Raul Gardini, protagonista nel 1992.
Poi fu la volta di Luna Rossa…ma prima e durante, Azzurra di Cino Ricci portò la prima sfida nel 1993 e ci provò anche Mascalzone Latino di Vincenzo Onorato, nel 2003 e 2007.

Così ci apprestiamo a vivere, da tifosi, notti insonni vegliate al lume del tifo velico per vedere questi bolidi sfrecciare fino a 50 nodi, più veloci, e di molto, dello stesso vento che li dovrebbe spingere, sollevati sull’acqua, grazie alle nuove tecnologie dei foil, con solo due punti di appoggio immersi…e nemmeno tanto.

Luna Rossa

Uno dei punti di forza italiani è la velocità e il fatto che Luna Rossa abbia due timonieri: Francesco Bruni e James Spithill (7 partecipazioni e una vittoria in America’s cup, quella prodigiosa a San Francisco della rimonta impossibile).
Questa bizzarra scelta ha pagato, tanto che i Kiwi, che Bruni ha paragonato agli All Blacks del rugby, probabilmente la imiterà.

La tecnologia e la sperimentazione sono le chiavi del successo. Ormai gli equipaggi sono vicini in esperienza e prestazioni. Te Rehutai ha il vantaggio delle acque di casa, ma il vento sarà protagonista delle regate: secondo la forza con cui spirerà una delle due barche sarà leggermente avvantaggiata, Luna Rossa se leggero, Te Rehutai se consistente.
A meno di cambiamenti tecnici, costantemente in evoluzione, secondo le stringenti norme delle 75 pagine del regolamento di America’s cup, il match race appare quanto mai incerto.

Luna Rossa
La premiazione del team che ha conquistato la Prada Cup e il diritto di sfidare il defender neozelandese

Da 3 anni il team lavora, coordinato da Vasco Vascotto e, proprio lui, auspica vento leggero, perché così “ci sarebbero davvero possibilità, interessanti, che il sogno si avverasse“.
Quindi tutti incollati alla tv, alle 4 del mattino, dal 6 marzo!

Non ci resta che rivolgere le nostre preghiere ad Eolo per vedere la coppa America nella bacheca del Circolo della vela Sicilia.

Si ringraziano per le foto: Carlo Borlenghi, Stefano Gattini, Gilles Martin-Raget / AFP, Team Luna Rossa Prada Pirelli,