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IL MARE, L’ESTATE E LE SCULTURE DI SABBIA

La battigia scatena in noi un’arte poco conosciuta, se non per i nostri giochi di bambini con il secchiello riempito d’acqua di mare e la sabbia, che i nostri genitori tentavano di modellare in classici castelli, più o meno riusciti, o in piste per farci correre le biglie..

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La Sirena a Cavallino

In una calda giornata di agosto, andiamo verso la spiaggia del Cavallino Treporti, località vicina alla più nota Jesolo, dietro la Laguna di Venezia, nella sua parte più sconosciuta, con davanti il mare: questo è il Cavallino.

Un angolo di paradiso tra storia e natura, un’oasi naturalistica fuori dal tempo, uno scenario ricco di testimonianze storiche con scorci di incredibile suggestione, dove scoprire molteplici varietà di flora e fauna.

I suoi canali, gli specchi acquei e le valli lagunari sono lo sfondo ideale per una passeggiata lungo gli argini, che potreste esplorare anche in bicicletta, oppure per noleggiare una piccola imbarcazione elettrica senza bisogno di patente nautica.

Lasciatevi sorprendere dai silenzi e dai rumori della natura, dal chiacchiericcio delle garzette, dallo sguardo dei cormorani, o da un airone intento a cacciare e, perché no, dai fenicotteri rosa presenti nel territorio, in primavera.

Godersi il tramonto da uno dei 10 punti consigliati dall’Ente parco turistico sul Canale sul Pordelio è la meritata conclusione di una giornata tra luci e colori che rendono l’atmosfera davvero magica.

Ma torniamo sul mare, un piccolo faro e una piccola baia dove mettere l’ombrellone e la sdraio, un piccolo chiosco per refrigerarsi gustando un gelato, oppure scegliere qualcosa da degustare dal menu. L‘acqua è pulita, fa caldo e ci meritiamo un bagno ….

Castello di sabbia

Tornando a riva qualcosa colpisce la nostra attenzione. Una splendida sirena di sabbia sta prendendo forma, si stanno rifinendo i dettagli e allora, incuriositi, ci avviciniamo. E’ uno scultore polacco in vacanza, che ogni giorno cambia soggetto e crea queste opere. E allora comincio a chiedermi, da dove ha origine la scultura di sabbia?

La sabbia è un elemento utilizzato da tutte le culture e in tutte le epoche quale espressione artistica. Pur riconoscendo la facile e rapida deteriorabilità delle opere, quello che agli occhi di noi occidentali è un punto debole, per alcuni popoli dell’Asia o dell’America settentrionale ha costituito un elemento di ispirazione.

Pensiamo ai Navajo, grandi realizzatori di disegni di sabbia, la realizzazione costituiva una vera e propria cerimonia simbolico rituale e i disegni avevano grandi dimensioni e narravano del “popolo sacro” e venivano cerimonialmente distrutti al termine del giorno della realizzazione.

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Un monaco compone un Mandala

Una cultura diversa e distante da quella dei Navajo ha sviluppato delle forme d’arte e ritualità simili, pensiamo ai monaci tibetani che usano le sabbie colorate realizzando i mandala, al termine dei quali l’opera viene affidata al vento o all’acqua senza percepirne una perdita ma come forme di unione tra le altre componenti del cosmo.

La cultura europea e cattolica rifiutano l’idea di caducità ma nonostante questo, nella metà del novecento, le arti della sabbia hanno abbandonato ogni forma rituale sviluppando però tecniche raffinate per la realizzazione e conservazione nel tempo delle opere. Volete un esempio? Le bottiglie di sabbia: sabbie colorate vengono introdotte con particolari tecniche in una bottiglia, creando motivi geometrici o elaborati disegni.

In seguito grazie allo sviluppo del turismo balneare nei decenni successivi al dopoguerra, l’uso dell’acqua e la sabbia nate dal gioco e dal tempo libero al mare, ha portato alle sculture e ai castelli di sabbia.

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Anche se la sabbia suggerisce l’idea di fragilità, pensate, una scultura può resistere per mesi anche all’aperto nonostante la pioggia, se di lieve entità: l’acqua infatti penetra nella sabbia e poi evapora senza lasciare traccia. Il trucco? Ecco la spiegazione.

L’acqua svolge il ruolo importantissimo di legare tra loro i granelli di sabbia grazie alla tensione esistente tra le sue molecole; la stessa forza della tensione superficiale delle molecole che permette ad una goccia di mantenere la forma sferoidale, moltiplicata per miliardi di volte quanti sono i granelli di sabbia di una scultura, permette di tenere assieme strutture anche di grandi dimensioni.

La sua azione levigante diventa più efficace se la sabbia bagnata viene costipata incastrando i granelli il più possibile tra loro e facendo in modo che l’aria tra gli interstizi venga espulsa.

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Nate come passatempo per amatori, oggi si organizzano gare tra scultori professionisti e mostre tematiche riuscendo ad attrarre i visitatori, al punto che molti di questi eventi prescindono dall’ambiente costiero e dalla stagione estiva, come la gara internazionale di Lu Liang, all’interno della Cina a più di 1000 km dal mare e a 2000 m. di quota.

Ma se volete, rimanendo in quest’area fino al 25 settembre 2022 Jesolo propone spettacolari sculture celebrando i protagonisti della mitologia classica.. il titolo? “L’ordine dei mondi”.

E allora cosa aspettate … buon mare e buone sculture a tutti!

E.V.

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