Sax

IL MUSEO DEL SAXOFONO NEL CUORE DI FIUMICINO

Riapre la stagione concertistica  del Museo del saxofono, dedicando spazio a tutti i generi di musica, jazz in primis, che vedono questo strumento protagonista. Fino al 30 aprile 2023, con cadenza quindicinale nel fine settimana, il Museo ospiterà nella sua sala interna le performance di prestigiosi artisti, con un ventaglio di proposte tra omaggi d’autore e nuove produzioni.

Si deve al belga Antoine Joseph Sax, detto Adolphe Sax, la costruzione di questo strumento presentato nel 1844 all’Esposizione industriale di Parigi. Dopo essersi concentrato su vari aerofoni e soprattutto sui clarinetti, Sax costruì uno strumento che univa l’imboccatura ad ancia semplice del clarinetto e il corpo dell’oficleide, uno strumento della famiglia degli ottoni di forma conica e dotato di un sistema di chiavi simile al clarinetto, all’oboe e al flauto traverso. Questo “ibrido”, pur appartenendo alla famiglia dei legni e avendone la flessibilità tecnica, permette un grande volume di suono, paragonabile a quello degli ottoni. 

Sax
Davide Richichi

Molti furono gli elogi ricevuti all’epoca da Sax per il nuovo strumento prodotto, tra cui quello di Gioachino Rossini, che già durante il suo soggiorno parigino nel 1844 dichiara, prendendo a testimone il suo editore Troupenas: “Con il sassofono, è la più bella pasta sonora che io conosca”.

E poi quello di Gaspare Spontini,  che dopo aver visitato l’atelier di Sax, dichiarò in modo estremamente lusinghiero: “Dopo i reiterati inviti del Sig. Sax, fabbricante e inventore di numerosi strumenti a fiato, mi sono recato presso la sua fabbrica per conoscerli e per poterli ascoltare. Là, ho dovuto rendere giustizia in modo eclatante in presenza di numerosi e distinti artisti, e indirizzare dei complimenti lusinghieri e riconoscere i migliori meriti all’ingegnere, fabbricante e inventore Monsieur Sax, i cui flicorni a cilindri (Saxhorn), clarinetti bassi e soprano, oltre che sassofoni soprattutto, mi sono parsi produrre degli eccellentissimi ed accattivanti effetti…”.

Il 21 marzo del 1846 Sax depositò il brevetto per «una famiglia di strumenti a venti chiavi detta dei Sassofoni» che comprendeva otto strumenti, adottati nel 1845 da parte delle bande dell’esercito francese, portando così Sax ad averne il monopolio della fornitura.

In Italia il Conservatorio di Bologna fu il primo ad adottare proprio su consiglio di Gioachino Rossini nel 1844 gli strumenti di Sax e già nel 1884 nella pianta organica del Corpo di Musica Municipale di Milano (l’odierna Civica Orchestra di fiati del comune di Milano) sono presenti un saxofono soprano, un contralto e un tenore.

Il Museo del Saxofono ospita la più grande ed importante collezione del mondo di strumenti musicali a fiato d’epoca. Circa 600 pezzi tra i più significativi e rari del panorama mondiale, raccolti e fruibili attraverso percorsi organologici, storici e virtuali. Racconta le storie, le passioni e le carriere degli uomini e delle donne che hanno imbracciato, migliorato e perfezionato l’icona multiforme del ‘900 che è il saxofono.

Sax
Attilio Berni

Dai primi modelli di Adolphe Sax del 1867 al Lyricon del 1977, il primo tentativo di abbinare l’elettronica al saxofono, dal piccolissimo soprillo Eppelsheim di 32cm al gigantesco contrabasso Orsi di 2mt, e tanti altri. Strumenti appartenuti ad importanti personaggi ed interpreti come Adolphe Sax, Rudy Wiedoeft, Sonny Rollins, Ralph James, Adrian Rollini, Marcel Mule, Tex Beneke, Benny Goodman, Gil Ventura, Tom Scott.

A cornice ed a completamento della collezione cinque sezioni collaterali: una dedicata al sax-giocattolo (350 pezzi originali dagli inizi del secolo agli anni ’50), una fotografica (800 foto d’epoca originali dalla fine del XIX secolo agli anni ’60), una riservata agli accessori (imboccature, gadgets e curiosità utilizzate dai saxofonisti), una dedicata ai Vinili ed alle copertine erotiche degli LP (dagli anni ’50 in poi) ed una dedicata ai cataloghi musicali, libri e documenti. Tutte testimonianze della enorme influenza che lo strumento-saxofono–oggetto ha sempre esercitato sulla cultura occidentale.

E’ grazie al suo direttore Attilio Berni, collezionista di alcuni pezzi in esposizione, al suo intuito e coraggio che si riapre la stagione concertistica, per far conoscere e promuovere uno degli strumenti più amati e versatili:

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“Nonostante le difficoltà attuali e le programmazioni a singhiozzo dello scorso biennio – afferma Berni – continuiamo orgogliosamente a voler promuovere la cultura di uno strumento che è considerato tra i più amati in assoluto, offrendo una serie di appuntamenti nei quali, oltre a momenti di convivialità ed entertainment, si avrà l’opportunità di conoscere da vicino le mille straordinarie storie legate agli strumenti della collezione, pur conservando la possibilità, nel periodo infrasettimanale, di partecipare a visite libere o guidate sulla storia del saxofono,anche attraverso la Guida del Museo…”

Dotato di una voce potente e di grande proiezione di suono, il sassofono ha un vasto uso bandistico: ad esempio, è molto impiegato nelle bande militari statunitensi e per questo motivo fu quasi subito presente nelle prime formazioni jazz, un genere musicale di cui è diventato il simbolo internazionale.

Un suono inimitabile che da sempre fa sognare milioni di persone in tutto il mondo: da quando è stato inventato il sassofono è diventato un must della musica, uno strumento insostituibile.

Come fare a dimenticare l’assolo di sax di “Baker street”, forse la canzone del ‘900 che ha contribuito di più a far apprezzare universalmente questo strumento?

Elena Volpato

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