Oroscopo

LA TRADIZIONE DELL’OROSCOPO NELLA STORIA E LE ATTESE PER IL 2023

Come quasi fosse una tradizione obbligatoria, in questo periodo molte persone consulteranno programmi, libri e riviste per conoscere il prossimo futuro: ognuno seguirà i consigli del personaggio preferito prendendoli come suggerimenti per esprimere al meglio le proprie inclinazioni, sempre all’insegna del divertimento e non troppo sul serio. Ma che origini ha l’oroscopo? Da quando lo si segue?

I segni astrologici, così come li conosciamo noi oggi, furono codificati dai Babilonesi intorno al IV secolo a.C., ma fin dal 3000 a.C. in Mesopotamia le previsioni avvenivano in base alle posizioni di Sole, Luna e dei  5 pianeti intorno alla Terra. Essi divisero il cielo che circondava l’osservatore (lo zodiaco)  in 12 sezioni, all’interno di ciascuna una costellazione.

Il Sole, nel suo moto apparente intorno alla Terra, ogni mese ne attraversa una diversa ed i segni zodiacali hanno preso il nome da ognuna di esse. Ad ogni segno venivano attribuite caratteristiche legate al simbolo dello stesso (es. Leone = potenza) oppure all’evoluzione psicologica legata al cambio di stagione (es. Bilancia = equilibrio tra notte e giorno). I simboli più antichi quali Toro, Scorpione, Leone e Acquario indicavano i quadranti del cielo corrispondenti agli equinozi e ai solstizi, com’erano localizzati nell’era del Toro (IV-III millennio a.C.).

Con la precessione degli equinozi  la funzione passò alle costellazioni successive, cioè rispettivamente ad Ariete, Bilancia, Cancro e Capricorno. Toro e Ariete corrispondono all’equinozio di primavera, quando le greggi ricominciano a figliare. La Bilancia corrisponde all’equilibrio tra notte e giorno nell’equinozio d’autunno; il declino del potere del Sole è ricordato dallo Scorpione, simbolo di oscurità. Il Leone, simbolo del fuoco, rappresenta il caldo estivo, mentre il Cancro (= gambero), che procede indietreggiando, rappresenta la ritirata del Sole dal suo punto più settentrionale nel solstizio d’estate. L’Acquario, infine, portatore d’acqua, corrisponde alla stagione piovosa; i Pesci simboleggiano il ritorno della vita e il nuovo inizio dell’agricoltura.

Nel tempo,  l’idea di fare previsioni studiando un presunto legame tra gli astri e la vita umana si diffuse in culture diverse. Anche il popolo egizio nel periodo ellenistico, grazie alla sua precisione raggiunta nel campo dell’astronomia ed unendo l’astrologia babilonese, appronta il suo oroscopo, fornendo così le basi di quello utilizzato oggi.

Nell’oroscopo egiziano, l’intero ciclo annuale era suddiviso in piccoli periodi di tempo. Ognuno di loro era governato da una divinità che non solo predeterminava la vita di una persona, ma gli conferiva anche tratti del proprio carattere, conferiva conoscenze segrete, rivelava gli enigmi del controllo dei processi soprannaturali. 

Lo zodiaco egiziano comprende 12 segni: Nilo, Amon-Ra, Mut, Geb, Osiride, Iside, Toth, Horus, Anubis, Seth, Bastet, Sekhmet. Ogni segno, eccetto il Nilo, simboleggia il dio o la dea egizia. Il carattere della divinità, con il cui nome prendeva nome il segno, era anche il carattere dell’uomo. Il comportamento dell’uomo, le sue caratteristiche e abilità si riflettevano nelle proprietà del segno dominante di Dio. 

Secondo la filosofia cinese invece, ogni anno passa sotto il segno di un certo animale, ce ne sono dodici. Si ritiene che il patrocinio della bestia determini abbastanza chiaramente la natura della persona, influenzi in modo significativo il suo destino. L’oroscopo cinese rivela i segreti dell’anima, aiuta a comprendere meglio le azioni delle persone. La leggenda narra che il Buddha, avvertendo la sua fine sulla Terra, chiamò a raccolta tutte le specie di animali presenti sulla terra per l’ultimo saluto. Non tutti si presentarono però, ma solo alcuni.

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Il primo ad arrivare fu il Topo, seguito da altri animali: Bufalo, Tigre, Coniglio, Drago, Serpente, Cavallo, Capra, Scimmia, Gallo, Cane e Maiale. Per premiare la loro fedeltà, il Buddha decise soprannominare ogni ciclo lunare con il nome di uno dei 12 animali.

Esiste anche un’altra leggenda legata all’oroscopo cinese: l’Imperatore di Giada(sovrano del Cielo e della Terra), decise un giorno di scendere personalmente per visitare la Terra e rimase stupito da alcune creature terresti (Topo, Bufalo, Tigre, Coniglio, Drago, Serpente, Cavallo, Capra, Scimmia, Gallo, Cane, Maiale), tanto che volle portarli via con sé per mostrarle alle altre divinità.

Si narra anche che il gatto, più bello tra gli animali, non si presentò all’arrivo dell’Imperatore poiché non fu informato dal Topo, forse geloso della bellezza del gatto. Quando il gatto venne a scoprire l’accaduto, si infuriò con il topo. Da qui la rivalità tra il gatto e il topo.

Oggi  la comunità scientifica afferma di non aver trovato prove concrete della fondatezza delle teorie astrologiche eppure continuano ad affascinare milioni di persone nel mondo.

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La ragione di tale successo, davvero a prova di secoli, potrebbe risiedere proprio nell’umano desiderio di sottrarsi all’incertezza, come sostiene lo psicologo Bertram Forer: il nostro desiderio di inquadrarci, di conoscerci e dire “questo sono io”, può portarci a credere a un profilo psicologico elaborato su di noi da qualcun altro.

E se anche fosse? Divertiamoci a scoprire quali sorprese ci riservano le stelle il prossimo anno tenendo presente che: «Grande è la confusione sotto il cielo. La situazione è eccellente.» come disse, pensate, non un astrologo, bensì… Mao Tse-Tung!

Elena Volpato

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