110 e lode

Il barman, l’alchimista del gusto: l’essenzialità del lusso nella “mixology” di 110 e lode

Il sapore d’antan del Regina Palace Hotel, a Stresa, perfetta cornice déco, sontuoso, ricco di tante collezioni di porcellane, perfino i ditali da cucito, o le pipe, è l’ “ambience” ideale per celebrare  il mondo della miscelazione, con la manifestazione “110 e lode“, ormai decennale, dedicata all’arte dei cocktail, con la voglia di rilanciare il gusto e la tradizione italiana in un percorso culturale al di là delle tendenze modaiole

110 e lode
La facciata del Regina Palace Hotel, a Stresa

L’hotel rivolto a un pubblico che si rifà più al Viaggio in Italia di Goethe che ai viaggiatori di oggi, ha contribuito alla trattazione del tema dell’anno: L’essenzialità del lusso, declinata su una professione che si sta sviluppando in maniera vigorosa.
Il mondo del bartender, fino a poco tempo fa, non aveva richiamato l’attenzione sull’Italia, sebbene il Bel Paese abbia una grande tradizione liquoristica, che disegna un viaggio sulle orme dell’artigianalità del gusto e della tradizione dalle piante officinali in avanti. 

Non è un caso che ormai le “cocktail week“ siano dei veri e propri festival nei quali la mondanità si accompagna con un percorso culturale. L’idea è nata con Danilo Bellucci, fondatore e patron della competizione, quando nel 1970 era legato all’AIBES, Associazione Italiana Barmen e Sostenitori, ovvero i grandi clienti che frequentavano alberghi di alto livello dove il bar era il cuore pulsante della vita del luogo, il punto di incontro.

D’altronde la grande tradizione italiana della Venezia da bere che quest’anno, con la ricorrenza dei 600 anni dalla fondazione, torna protagonista ci regala proprio l’originalità di un percorso negli alberghi, perché nella storia i Veneziani non amavano mostrarsi in pubblico quando bevevano o in occasione delle feste, da cui anche l’uso di mascherarsi.

Con Angelo Zola nasce la prima Associazione Italiana di Barman, codificando una professione, in seguito presidente dell’IBA di cui ora ricopre il vertice Giorgio Fadda che, insieme Mario Da Como, leggendario capo barman del Badrutt’s Palace di Saint Moritz, Alexander Frezza de L’Antiquario e L’Antiquario at Parker’s di Napoli e Marco Zucchetti, Vice Direttore de Il Giornale e redattore su Gente di Spirito, hanno costituito la Giuria a Stresa.

110 e lode

A fronte anche di una metamorfosi dei clienti dei grandi alberghi abbandonati dalla produzione a favore della grande distribuzione, dei locali notturni e delle discoteche, comunque delle grandi catene alberghiere che privilegiano prodotti e stili più commerciali dove il barman ha abbracciato la linea free style, Danilo Bellucci porta avanti il ritorno a un modo di viaggiare attento all’eleganza più che al lusso, al servizio su misura più che all’offerta di moda che ha stravolto il regno degli spirits e della miscelazione.

110 e lode
Lo spriz

110 e lode, competizione ad inviti, vuole rilanciare lo stile italiano personalizzato e legato alla storia, basti pensare al Negroni nato a Firenze nel 1919, ideato dal conte Camillo a cui deve il nome, nobile cosmopolita di origine fiorentina che aveva vissuto a Londra, nel Wyoming e a New York, attento conoscitore dell’arte della miscelazione tipica dei paesi anglosassoni.
O i veneziani Bellini e Spritz (anche se l’Aperol è nato a Padova).

L’edizione di 110 e lode del 2021 sottolinea il bisogno di ritorno alla storia rivisitata con il gusto e la creatività di oggi: l’essenzialità sta proprio ad indicare la riconoscibilità degli ingredienti, privilegiandone la qualità e ridisegnando il barman come un alchimista della miscelazione, frutto di una ricerca ‘esoterica’, un percorso di studio oltre che di estro.

110 e lode
Rama Redzepi del Gin Lounge del Grand Hotel Fasano
di Gardone Riviera,
vincitore di 110 e lode 2021 con Cala-Messico

Su questa linea è sicuramente Rama Redzepi del Gin Lounge del Grand Hotel Fasano di Gardone Riviera, vincitore di 110 e lode 2021 con Cala-Messico, che ha trionfato proprio per la sua capacità di essere bilanciato e armonico. L’ispirazione viene dal peperoncino che è quasi un ingrediente simbolo della terra di Calabria anche se arriva dal Messico, allusione alla contaminazione culturale, alla ricchezza dell’incontro. Il barman è rimasto intrigato dalle credenze su questo frutto che si è creduto divino e afrodisiaco, con la sfida di renderlo non aggressivo.

Please follow and like us: