LOCKDOWN: DI NUOVO. NULLA DI NUOVO.

lockdown

Lockdown. Si chiama Lockdown. Chiamate le cose col loro nome.

Con oggi, lunedì 15 marzo 2021, siamo di nuovo murati in casa. Con un nuovo lockdown che nessuno ha il coraggio di dichiarare e/o di chiamare per nome. Perché quelle che adesso chiamano misure preventive aggravate sono un lockdown a tutti gli effetti che nessuno ha il coraggio di dichiarare. 

Il Conte Ter, ops …il governo guidato adesso da Draghi, quello del governo dei migliori, l’accozzaglia indegna di tutte le forze politiche che cercavano una poltrona (da Salvini in avanti), quello della MCKinsey come nuovi consulenti al posto dei vecchi (possiamo dire che sono migliori, ma nulla è cambiato: è una questione di risultato non di processo), non fa nulla di diverso dal precedente. Chiude di nuovo tutto in un nuovo lockdown. Lui dice che non promette nulla che non può mantenere. E infatti non promette nulla. Perché non può fare nulla. Bloccato da veti incrociati, da una politica che tutto ha rovinato in un anno di pandemia, in un anno in cui nessuno è stato capace di trovare una soluzione rifà il lockdown, l’unica cosa su cui tutti sono d’accordo.

E poco contano i vaneggiamenti populisti di Salvini che incita al vaccino Sputnik. Salvini è quello delle cartelle esattoriali proletarie, del vaccino comunista, del rosario cristiano, della chiusura agli sbarchi di destra. Va bene qualsiasi cosa. Oggi con Trump domani con Biden e dopodomani con chi verrà. La mascherina si personalizza in 10 minuti. 

Allo stesso modo poco contano le esternazioni di Speranza, altro alieno capitato per caso al governo senza sapere cosa fare del suo ruolo e del suo ministero. Uno che distrugge l’economia al grido di “prima la salute” senza capire che la salute si tutela con un’economia forte, con un sistema produttivo funzionante, con famiglie in grado di comperare non solo beni di prima necessità a costi calmierati nei supermercati, ma di spendere anche per il proprio benessere, per palestre, sport, vita all’aria aperta. 

Era un anno fa quando Zingaretti, insieme al sindaco di Milano Beppe Sala, mangiavano involtini primavera e stavano seduti a bere sui Navigli per comunicare al mondo che “Milano non si ferma”. Beh … Milano si è fermata da un pezzo. Milano è ferma, morta. Lockdown significa locali chiusi, bar e ristoranti sprangati, la Scala senza un programma e con 45 ballerini falsi positivi perché non si sanno fare neppure i tamponi. Questa è la Milano di oggi. E con Milano è ferma e morta l’Italia. Anzi una parte dell’Italia: quella che il Covid 19 colpisce in modo implacabile e selettivo. Non si capisce infatti la chiusura di certe categorie di negozi: il Covid si trasmette solo dai parrucchieri non negli shops di intimo e dei bambini o nei supermercati e nei negozi di articoli sportivi? Lì esiste un’area franca al virus? 

No, non esiste un’area franca, perché in un anno nessuno è stato capace di mettere in sicurezza il paese. Siamo alla terza ondata. E a un nr imprecisato di lockdown. Punto e a capo. Con le stesse incapacità e la stessa inutilità di misure che a nulla sono servite per contenere il diffondersi del virus. Sarà certamente colpa dei ragazzi cattivi della movida, ma qualche domanda su a cosa siano serviti mesi di chiusure, lockdown più o meno dichiarati, arlecchinate italiane di regioni a pezze o a pezzi, mascherine, distanziamenti, noi ce la faremmo. 

Certo, adesso Draghi ha silenziosamente rimosso Arcuri, quello dei banchi a rotelle, delle primule per vaccinare, quello delle siringhe che non funzionano, delle mascherine pagate 7 volte il loro costo con intermediari che arrivano dal nulla e men che meno dal farmaceutico, quello della DAD in cui oggi il Premier ci chiude nnuovamente e obbliga all’ignoranza un paese in cui una famiglia su quattro non ha una connessione internet utile per collegarsi in remoto. In questo scempio collettivo dove oltre 100.000 persone sono morte e vengono ricordate solo quando occorre cercare dei capri espiatori, dei capi d’accusa e non le ragioni dei loro decessi, abbiamo un governo che pensa di risolvere i problemi con una nuova chiusura totale. Senza strategie. E vedremo come e cosa arriverà dei famosi ristori promessi questa volta a tutti, a pioggia, senza inconcepibili codici Ateco scelti come criterio la scorsa volta: come se alcuni sopravvivessero d’attesa e ottimismo. E infatti in tanti sono morti, in tanti hanno ceduto le attività a prezzi da fame …a chi andrebbe investigato ma la polizia ha altro da fare: deve guardare le autocertificazioni e proteggere dalla Movida. 

Oggi richiudiamo tutto in un lockdown che serve a fare un grande piano vaccinale e vaccinare l’80% degli italiani entro fine settembre, con una dichiarazione che fa pensare che il vaccino sia diventato obbligatorio, anche questo senza averlo dichiarato. Imponendo un piano vaccinale a una nazione stremata, a un popolo piagato, a persone che hanno perso tutto per colpa dell’incompetenza di chi ha governato un anno attraverso Facebook e DPCM notturni, con lockdown prima anticipati da Casalino e oggi neppure più dichiarati perché quella parola fa paura e imporrebbe ristori e aiuti che lo stato non è in grado di dare mentre continua lo scempio immondo dei redditi di cittadinanza e del cashback sulle carte di credito. Abbiamo la segreta speranza che in silenzio come ha fatto finora, Draghi ci comunichi che da domani sono stati aboliti. 

Perché altrimenti, di cosa stiamo parlando signor Primo Ministro? Glielo chiediamo con rispetto. Ma anche con la richiesta di parole diverse da quelle di circostanza scritte da una addetta stampa in vena di banalità che le fa dire “abbiate pazienza, è il momento dell’unità e non della divisione”. Ce lo sentiamo ripetere da un anno questo refrain. “Chiudiamo per aprire a Natale. Lockdown adesso per aprire a Pasqua. Chiudiamo per aprire le piste da sci a febbraio. Chiudiamo per riaprire i teatri e le palestre a marzo. Chiudiamo ora per far fare congressi ed eventi tra un mese. Fate i bravi, serve coesione e comprensione.” Si … sempre verso qualcosa più in là. Adesso siamo alla vaccinazione per fine settembre. 

Continuiamo a dilazionare, a rimandare, a delegare, ad assegnare consulenze come quella alla McKinsey, una consulting rispettata e certo competente ma di cui francamente faremmo a meno visto che paghiamo dei parlamentari per fare quello che invece loro delegano ai consulenti. No, perché sa, appare strano e anche un po’ ironico che il Ministro dell’Economia si faccia dettare il Recovery Plan da un’agenzia esterna. Appare strano e le persone normali forse lo capiscono anche poco. Perché a saperlo, alle prossime elezioni non voteremo più politici ma direttamente lo studio di architettura di Renzo Piano per le infrastrutture. E la McKinsey per Economia e Finanza. Sceglieremo una azienda farmaceutica e il suo CEO per la Sanità pubblica. Alle Telecomunicazioni abbiamo già risolto con Colao fin d’ora. Ai trasporti possiamo indicare il Presidente della FCA Italy e come capo dell’Ufficio Stampa del Quirinale Lapo Elkann? Vede Signor Primo Ministro, questo è quello che ci state suggerendo con i modi di lavorare che state attuando. Siete inutili. La politica è inutile. Ha fatto il suo tempo. 

DPCM Draghi

Se invece di fare quello per cui siete stati votati (lei no, lei è stato imposto come tanti altri ultimi predecessori prima di lei perché le elezioni fanno paura e la democrazia ormai è un vocabolo con un significato dimenticato da cercare sul dizionario) chiamate dei consulenti esterni a fare il vostro lavoro, non servite. Siete il problema invece che la soluzione. Se invece di fare ciò per cui siete stati mandati su quegli scranni fate riunioni per cercare suggerimenti, significa che non sapete cosa sta vivendo il paese reale, state chiedendo di distribuire brioches mentre manca il pane, significa che non avete le competenze o le conoscenze (ed infatti i risultati sono sotto gli occhi di tutti). E quindi dovete essere cambiati. Per il bene pubblico. Per la sopravvivenza pubblica. 

Adesso state proponendo il nuovo lockdown. Giusto il tempo di comunicarlo due giorni prima. Per far la campagna vaccinale sempre promessa e mai attuata con migliaia di morti in attesa dei vaccini. Con altri morti che non si capisce se dipendono dai vaccini. Con migliaia di morti non curati perché si chiudono interi reparti per curare solo i malati di Covid invece che quelli di cancro. Come se esistessero malattie di serie A e di serie B. 

Quanti devono ancora stare intubati in Terapia Intensiva? Quanti devono ancora aspettare in vigile attesa che la Tachipirina di cui il ministro Speranza va fiero insieme ai suoi accoliti faccia effetto mentre la gente muore in casa? Quanti devono ancora morire da soli negli ospedali in cui nessuno concede più di entrare e nessuno sa più cosa succede veramente ai propri cari? Quanti devono ancora fare l’ultimo viaggio da soli perché avete proibito i funerali o li fate in diretta streaming sul canale della Chiesa? Ma non vi vergognate a negare l’ultimo pianto, l’estremo saluto? Quanti devono ancora contagiarsi perché siete incapaci di controllare chi esce di casa e va al supermercato anche se positivo, o al lavoro anche se positivo, o in metropolitana e a fare acquisti anche se positivo nascondendo sintomi e positività? Quanti devono ancora stare male perché siete incapaci di gestire un sistema che non prevede consegne a domicilio, aiuti, medici di base che seguono i pazienti di persona e non per telefono chiedendogli “come va oggi? La saturazione non è scesa? Bene allora aspettiamo domani e vediamo”? Quanti devono ancora andare a farsi i tamponi da soli, pagandoseli perché non funziona il sistema di prenotazioni ed infettando magari chi incontrano sui mezzi pubblici perché il sistema sanitario non prevede un tampone a domicilio?

Sono domande sceme signor Primo Ministro? Ha cose più importanti cui pensare? Beh, ce lo faccia sapere. O ci dica cosa sta partorendo la sua mente eccelsa. Perché vede, lei è stato capace di salvare l’Euro “whatever it takes”. Ma oggi dell’euro non importa più nulla. Non è tempo di celebrarla per i vecchi successi. Siamo stanchi di lockdown improduttivi. Oggi vogliamo che lei salvi questo paese, vogliamo che “a qualunque costo” lei pensi ai suoi cittadini, alla loro salvezza; senza pensare alle banche, ai piani di recupero, a qualsiasi facciata economica. 

Faccia qualsiasi cosa per salvare l’Italia, non per scrivere un piano che piaccia all’Europa. Perché prima viene il suo paese signor Primo Ministro, poi il resto del mondo. È il momento di dire “Italy first”. Basta prove. “Fare o non fare, non esiste provare” diceva Yoda in Guerre Stellari. Noi ci auguriamo che la forza sia con lei signor Primo Ministro. Ma vedendo le scelte di continuità con i suoi predecessori, temiamo che invece lei non abbia fede nella forza e viva in attesa del Millenium Falcon sotto forma di astronave vaccino che la salvi e la faccia apparire come l’ultimo Yedi illuminato.