Natale
Cartellate

NATALE NEL MONDO: ADDOBBI, MERCATINI, USANZE…E DOLCI!

Immaginiamo un viaggio virtuale, oltre a quello che molti stanno per fare veramente in occasione delle feste di Natale, che appaghi non solo la nostra vista ma anche il nostro palato, il viaggio più buono e “calorico” dell’anno alla scoperta dei dolci natalizi nel mondo.

Monte Cavallo
Tipico mercatino di Natale: Vipiteno -Ph. Harald Wisthaler

Siamo tutti pronti ad addobbare le nostre case con gli acquisti fatti nei mercatini di Natale, tanti in giro per l’Europa e in Italia, tutti con le proprie caratteristiche, il proprio artigianato ed i propri prodotti alimentari. Innumerevoli  le scelte per un piacevole week end in piena atmosfera natalizia, con luci scintillanti, alberi di Natale addobbati di mille colori diversi nelle piazze vestite a festa.

Ma fondamentale in tutte le tradizioni che si rispettino è il pranzo di Natale, la cena della vigilia o il cenone di Capodanno. Allora ecco che le tavole imbandite e decorate diventano il centro delle nostre giornate e cediamo, con qualche senso di colpa, al piacere più peccaminoso di sempre: il peccato di gola! In ogni parte del mondo preparazioni antiche e caratteristiche vengono tramandate di generazione in generazione , ricette gelosamente custodite dai sapori  tipici, prelibatezze assolute per esperienze sensoriali strepitose.

Natale
Il Panettone

Iniziamo da casa nostra.
Il Bel Paese offre oltre, al ben noto “panettone” milanese e al “pandoro” veronese,  lecartellatepugliesi, dolci a forma di aureola che profumano di anice e che rappresenterebbero non solo le fasce con cui fu avvolto, nella culla Gesù Bambino, ma anche la corona di spine che cinse il suo capo nella crocifissione.

Rimanendo al sud, i “buccellati siciliani” biscotti di pasta frolla dalle tante varianti aromatiche: vaniglia e cannella, arancia, fichi secchi, mandorle dolci e pistacchi. E che dire degli “struffoli” campani, la preparazione è difficile e richiede molto tempo, ma il mix di ingredienti e l’effetto scenico sono sorprendenti, una delizia per occhi e palato.
In Sardegna, “su pan’e saba” è un pane impastato con la sapa, mosto d’uva fatto bollire per 8/10 ore sino a che non diventa uno sciroppo denso e dal colore scuro, arricchito con noci, uva passa e aromi come scorza di agrumi e semi d’anice.

Per i Senesi non è Natale se in tavola non è presente il “panforte”,  dolce oramai famoso in tutto il mondo a base di arance e cedri canditi. Torniamo al nord, in Piemonte,  con uno dei dolci più calorici, si fa per dire, il “tronchetto di Natale”  con uova, burro, mascarpone, crema di marroni, brandy, panna e cioccolato.

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Buch de Noel

E l’Europa cosa ci offre? Un pasticcere francese nel 1945 ha inventato la bûche de Noël”, un rotolo di pasta al biscotto che prende la forma di un tronco d’albero farcito con confettura di lamponi e decorato con una ganache al cioccolato. L’ispirazione arriva da tradizioni lontane nel tempo quando il capofamiglia per combattere il freddo bruciava un ceppo di legna resistente che durava fino all’Epifania, conservandone le ceneri in segno di buon auspicio.

In Gran Bretagna  il Christmas pudding nasce nel Medioevo come porridge e solo nel 1650 diventa il famoso budino che oggi conosciamo.  Un mix a forma rotonda di ben 13 ingredienti a base di: uova, frutta candita, mandorle, rum e spezie.

I 13 ingredienti  rappresentano Gesù e i suoi discepoli ed ogni membro della famiglia dovrebbe , durante la preparazione, alternarsi a mescolare il budino da est ad ovest, per commemorare i Re Magi.

Lo stollen è invece il dolce della tradizione tedesca, nato in origine a Dresda, un pane di lievito con frutta secca canditi e spezie, ricoperto di zucchero a velo a fine cottura per ricordare il paesaggio innevato. Curiosità: inizialmente era preparato in maniera leggera per essere adatto al digiuno cristiano in periodo di Avvento.

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Lo Stollen

Per chi invece volesse assaggiare i biscotti, la Germania ci offre anche i Lebkuchen originari di Norimberga con miele, cannella, chiodi di garofano, coriandolo e altre spezie.
La potica o “putizza occupa il primo posto tra i dolci tradizionali delle festività in Slovenia.  Un dolce arrotolato, simile alla gubana”  friuliana, di origine austro-ungarica dalla quale si differenzia per il ripieno più ricco, la forma,  la lavorazione a 3 impasti e la lievitazione.

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La Potica

Al di fuori del vecchio continente, la Nuova Zelanda dedica il suo dolce natalizio ad una ballerina russa. La pavlova è un’esplosione di zucchero, dolcezza e calorie. Una deliziosa torta di meringa guarnita con panna montata e frutta fresca.

L’Australia immagina il bianco Natale con il white Christmasrealizzato con cocco, uvetta, frutta secca latte e riso soffiato.  Un dolce senza cottura che somiglia ad un torrone in versione ancora più golosa.

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Gingerbread cookies

Per finire, oltreoceano, i dolci americani: famosissimi e di effetto i “gingerbread man” realizzati anche a forma di renne, alberi di Natale, stelline e molto altro,  aromatizzati allo zenzero (ginger, appunto) e decorati, soddisfano le golosità di grandi e piccini.

L”apple pie” è il dolce per eccellenza dei padri pellegrini preparato in occasione del “Thanksgiving nelle case americane e molto consumato anche nel periodo natalizio.
Uno scrigno di pasta al burro con all’interno un goloso ripieno di mele speziate.

Il nostro viaggio “sensoriale” finisce qui, ma, scusate, non vi è venuta l’acquolina in bocca?

Elena Volpato

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