VIlla Medici
Notte Bianca 2021 a Villa Medici ©M3 Studio

NOTTE BIANCA A VILLA MEDICI, ROMA

Ritorna a Roma a Villa Medici giovedì 17 novembre l’evento che nel 2021 ha riunito quasi 5mila visitatori. Una serata tra installazioni, proiezioni e performance.
La manifestazione, dedicata alla creazione contemporanea, è un invito ad una passeggiata notturna attraverso i giardini e gli spazi storici della villa, alcuni dei quali eccezionalmente aperti al pubblico per l’occasione, ma è anche la celebrazione del lavoro di 16 borsisti, di una residente e di un’artista ospite dell’Accademia di Francia a Roma.

Dalle arti visive al teatro, il dialogo tra le pratiche artistiche come la coreografia, la letteratura, la musica, la storia dell’arte ed il cinema sarà al centro di questo momento saliente della stagione culturale di Villa Medici.

Villa Medici
Saverio Verini © Daniele Molajoli

La notte bianca mostrerà uno spaccato delle ricerche dei 16 borsisti che da questa splendida residenza hanno realizzato sotto molteplici forme, opere plastiche, incursioni sonore, installazioni, con il supporto del curatore Saverio Verini che li accompagnerà sino all’evento finale nell’estate 2023.

A due passi da Piazza di Spagna, sulla collina del Pincio, circondata in parte dal parco di Villa Borghese, Villa Medici è sede dell’Accademia di Francia a Roma. Creata nel 1666 su impulso di Jean-Baptiste Colbert Gian Lorenzo Bernini, l’Accademia accoglieva sia i vincitori del Prix de Rome, sia i borsisti protetti dai grandi nobili francesi. I giovani artisti nominati dal re, avevano la possibilità di accrescere la loro formazione grazie al contatto con Roma e l’Italia.

I borsisti in residenza erano sottoposti a una disciplina rigorosa e dovevano dedicare il loro soggiorno alla realizzazione di copie di opere antiche e rinascimentali da portare in Francia. Ai pittori e agli scultori si aggiunsero nel 1720 gli architetti. In questo periodo l’Accademia di Francia accolse borsisti dai nomi illustri, quali Boucher, Subleyras, Fragonard, David, Robert e Houdon.

Durante la Rivoluzione Francese la carica di direttore fu soppressa, Palazzo Mancini, sede dal 1725, fu saccheggiato dai contro-rivoluzionari romani nel febbraio 1793. Alcuni borsisti fuggirono a Napoli e a Firenze. In seguito a questi avvenimenti l’Accademia di Francia a Roma venne soppressa, per essere poi nuovamente istituita nel 1795 dal Direttorio.

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Notte Bianca 2021 a Villa Medici © M3 Studio

Non restava che trovare un nuovo edificio che la ospitasse: il 18 maggio 1803, la Francia e la Corte d’Etruria decisero di scambiare Palazzo Mancini con Villa Medici. Nel cambiare sede, l’Accademia di Francia a Roma modificò anche il suo statuto. Essendo passata sotto la tutela dall’Institut de France, il concorso d’ingresso, ossia il “Prix de Rome”, venne organizzato dall’Académie des Beaux Arts. Fu allora che i musicisti entrarono all’Accademia di Francia, con la creazione del “premio di composizione” nel 1803. Gli incisori si aggiunsero nel 1804, quando fu istituito il premio biennale per l’incisione a bulino, senza acquaforte, su lastra metallica, e quello quadriennale per l’incisione su medaglia e su pietra fine, nel 1807. Entrambe le discipline furono introdotte per celebrare le vittorie di Napoleone.

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Marion Grébert, Annunciation © Marion Grébert

Il giardino di Villa Medici, che si estende per più di 7 ettari da Nord a Sud, conserva ancora oggi in gran parte l’aspetto del XVI secolo. Quando, nel 1564, il cardinal Ricci acquistò la Casina Crescenzi situata sul “collis hortulorum”, il podere consisteva, molto probabilmente, in una semplice azienda agricola in mezzo a terreni coltivati a vigne. Vennero allora intrapresi grandi lavori di terrazzamento. Fu creato un giardino chiuso da mura attigue, a Nord, al vigneto di Santa Maria del Popolo, la cui pianta, divisa in sedici quadrati e sei parterre, era in armonia con i principi di composizione dell’epoca. Grazie ai lavori di irrigazione di Camillo Agrippa, matematico e ingegnere milanese, il luogo venne poi impreziosito con numerosi bacini e fontane.

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Mounir Ayache, Khadija 2, 2020 © Jeanchristophe Lett Manifesta 13 Marseille

A partire dal 1570, sembra fosse stata in parte disposta una “silva” (o bosco) tra via Pinciana a Ovest, le Mura Aureliane a Est e la terrazza che chiude il giardino a Nord. Questa zona contiene ancora i resti interrati di un tempio romano probabilmente dedicato alla Fortuna. Quando Ferdinando de’ Medici acquistò il terreno dagli eredi di Ricci nel 1576, portò a termine la serie di lavori già iniziati. L’acquisto, nel 1580, della vigna di Giulio Bosco a Sud della “silva”, permise a Ferdinando di racchiudere definitivamente il sito della Villa tra le Mura Aureliane e via Pinciana. Egli creò così un nuovo asse Nord-Sud (il viale lungo), che collegava il giardino al Parnaso, una piccola collina artificiale che conteneva le rovine di un tempio antico.

Si dice che con il Parnaso, il nuovo proprietario volesse porre questi luoghi sotto la protezione di Apollo.Quando, alla fine del XVI secolo, durante alcuni scavi archeologici venne scoperto il Gruppo scultoreo dei Niobidi, Ferdinando de’ Medici decise di comprarlo e di collocarlo in fondo al viale del giardino. Spogliati alla fine del XVIII secolo della maggior parte delle sculture, i giardini hanno comunque conservato fino all’inizio del XIX secolo la pianta originaria. E’ sotto il direttorato di Jean-Auguste-Dominique Ingres, che fu leggermente modificato il tracciato dei parterre di fronte alla Villa e furono piantati molti dei pini marittimi che costituiscono oggi la particolarità di questo luogo. 

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Notte Bianca 2021 a Villa Medici © M3 Studio

L’Accademia di Francia a Roma partecipa a scambi culturali ed artistici, organizza mostre, concerti, convegni e seminari su temi relativi alle arti, alle lettere e alla loro storia. Concepita dal decreto del 1971 come luogo ideale di incontri italo-francesi, Villa Medici vi aspetta dunque per la notte bianca… il 17 novembre, dalle 18:00 alla mezzanotte, tra  proiezioni video e performance live in linea con la natura effimera e pulsante dell’evento.

Elena Volpato

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