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“OCEANIC”, LA BIRRA PRODOTTA A BORDO DI MSC WORLD EUROPA

Quante cose si scoprono all’inaugurazione di una nave da crociera…E’ successo anche a me, a Doha, alla cerimonia di “naming” della MSC World Europa, l’ammiraglia della flotta di 20 navi della Mediterranean Shipping Company.

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Leonardo Massa con il TEKU™ glass

Va bene l’alimentazione ecologica a Gas Naturale Liquefatto, vanno bene 22 ponti, 2626 cabine, la larghezza di 47 metri, 33 ristoranti, nuovi concetti, lo Yacht Club, il lusso dell’accoglienza superiore a bordo, l’autoscontro, gli scivoli, l’aquapark… ma, mai e poi mai, mi sarei aspettato di trovare a bordo una Brewery!

«Abbiamo abbracciato l’idea di mettere una produzione di birra a bordo della “Europa” perché era davvero visionaria – spiega Leonardo Massa, managing director di MSC Italia – e perché la forza comunicativa di questo mastro birraio è irresistibile. Pensate che, non solo ha spiegato ai tedeschi come si fa la birra, ma ha anche tolto loro il privilegio del “bicchiere ufficiale di assaggio” non solo disegnandolo lui, ma producendolo in Italia, il TEKU™. Lo vedete? Un recipiente dal volume di 42,0 cl, con tacca di livello a 33,0 cl, diametro di 95,0 mm, altezza 196,0 mm, ch esalta il sapore della bevanda! Come facevamo a non dargli retta»?

E così al livello 8 della World Europa, all’interno del pub Master of the Sea ecco lì i tre silos per la produzione della birra Oceanic.
Ma chi è Teo Musso, il visionario che ha convinto MSC da aprire una distilleria a bordo?

Matterino “Teo” Musso, classe ’64, nasce a Carrù, ultimo di quattro figli, cresce a Piozzo, un piccolo paese nelle Langhe da cui non scapperà mai. Lo distingue la personalità poliedrica e dalle grandi doti comunicative, e per questo è considerato uno dei rappresentanti più significativi di un nuovo modo di intendere la birra: rigorosamente artigianale e preferibilmente da abbinare al cibo.

La famiglia dalle tradizioni contadine gli trasmette i valori della terra, della forza del lavoro e dell’importanza delle proprie radici. Ma come nasce la passione per la birra?

«Mio padre mi obbligava a bere vino a tavola rigorosamente prodotto in casa – spiega Teo – ma ad un certo punto desideravo bere birra e, in paese, l’emporio vendeva lager industriali, non particolarmente interessanti dal punto di vista del gusto, ma comunque non omologate al volere paterno. Fu durante una vacanza lavoro a Montecarlo che mi innamorai della birra.
La Chimay Tappo Blu mi ha cambiato la vita».

Dopo avere incontrato l’amore con Michelle, ballerina dell’Opera di Montecarlo, la convince a spostarsi a Piozzo, dove decidono di riaprire una vecchia osteria chiusa da anni e di trasformarla in una birreria. Musica, (altra passione) spettacolo e, soprattutto, birra: 200 etichette provenienti da tutta Europa. E’il 1986 e nasce Le Baladin.

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Teo Musso (con Leonardo Massa) parla della sua Oceanic a bordo di MSC World Europa

Il nome significa cantastorie in francese arcaico e l’ispirazione arriva da un passaggio a Piozzo di un circo itinerante composto da artisti di strada, le Cirque Bidon, da cui Teo rimane affascinato e con cui scappa per qualche mese.

«Ne ho fatte di ogni: sono stato in Belgio per capire come produrre il “nettare” e grazie a Christian Vanhaverbeke, ingegnere birrario della Brasserie d’Achouffe, un tecnico, e grazie a Nora, la mia nuova compagna – prosegue Teo – conosco Jean-Luis Dits della Brasserie a Vapeur, dove l’approccio alla produzione è più legato alla filosofia e alle emozioni. Due visioni differenti che ho assimilato e che, da quel momento, accompagneranno sempre il mio modo di fare birra».

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Il TEKU™ nelle due misure proposte

Da qui il primo locale di produzione della sua Baladin, il brewpub di Piozzo: Le Baladin.

«Quando decisi di proporre le mie birre i clienti scappavano – prosegue Musso ridendo – ma non mi detti per vinto: eravamo solo all’inizio della storia della birra artigianale in Italia. Non solo prodotto però, ma anche marketing. La scelta del packaging, l’identificazione di un’etichetta unica con un carattere creato ad hoc ed anche l’’idea di inviare a 500 ristoranti in Italia, scelti su una guida Slow Food, una campionatura delle due birre in bottiglia (Super e Isaac)».

Era l’inizio del servire la birra come alternativa all’italianissimo vino; pareva una follia, ma pian piano le cose si sono evolute.

Con varie tappe la produzione cresce: l’impianto è piccolo e chiede di essere ammodernato: nascono tante birre, tutte ad alta fermentazione e dalle molteplici anime, accomunate da una costante ricerca dell’equilibrio nell’uso delle materie prime per creare sapori amabili e facilmente abbinabili ai cibi.

E’ così che dall’incontro con Lorenzo Dabove, in arte Kuaska, grande conoscitore e assaggiatore di birra di fama mondiale, nasce, anni dopo, il TeKu™il primo bicchiere per la degustazione delle birre artigianali.

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Il Pub Master of the Sea, deck VIII World Europa

«Nel frattempo ho creato Casa Baladin, ristorante birrario con camere dove la scelta di un grande chef dimostra concretamente cosa significhi il concetto di abbinamento birra e cibo – sorride sornione Teo – Il Gambero Rosso 2013 mii attribuì i Tre Boccali: il primo riconoscimento per un ristorante che al cibo abbina esclusivamente birra».

Il resto è la storia di una crescita artigianale importante, con il progetto Open, prima birra open source con la ricetta diffusa sul web, vengono create birre da divano, i barley wine di casa Baladin, tra cui le pluripremiate Xyauyù. Apre un brewpub a New York e si sposta anche la sede italiana divenendo Cantina Baladin, un luogo in cui si affinano birre speciali: le Xyauyù e le due birre dedicate al mondo del vino – Terre e Lune – che riposano in  barriques regalate a Teo da tanti e grandi produttori di vino italiano.

Da gennaio 2012 Baladin è divenuto un birrificio agricolo con lo scopo di assumersi la responsabilità dell’intero ciclo di produzione delle proprie birre, partendo dalla terra e dalle materie prime che da essa vengono generate. L’obiettivo finale, perseguibile attraverso la produzione e vendita delle birre Baladin, è di sostenere completamente questo ciclo producendo non solo ricchezza, ma anche valori etici.

MSC World Europa
MSC World Europa casa della birra Oceanic

Poi storia recente, fino ad arrivare al progetto della birra Oceanic, prodotta a bordo della sosteniblissima World Europa, con acqua di  mare desalinizzata (tanto un po’ di sale nella birra va comunque) risparmiando il trasporto e il packaging per una resa più ecologica e soprattutto un sapore “marino”. Un progetto la cui realizzazione ha richiesto due anni.

«Qui produciamo tre tipi di birra declinati secondo il gusto: Pils, di ispirazione tedesca, Wheat di accezione britannica, Bitter di ascendenza belga – conclude Musso – e quale miglior ambiente di un pub per gustarle? Mi è sempre piaciuto essere visionario e precorrere i tempi e, anche questo, è un modo di esserlo».

Così fra l’entusiasmo contagioso e la promessa di nuove ed emozionanti idee tutti a gustare le “bionde”….ma cosa ci faccio col bicchiere in mano, io che la birra non la bevo?

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