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Nel cuore morbido delle colline bolognesi, dove l’erba profuma di mattino e la luce si posa gentile sulle creste argillose, Palazzo di Varignana si racconta come un mosaico di natura, agricoltura e visione.
Qui, a pochi chilometri da Bologna, prende vita una delle realtà agricole più affascinanti dell’Emilia-Romagna: un progetto che dal 2015 ha trasformato un territorio frammentato in un organismo rigenerato, dove ulivi secolari, vigneti, frutteti e orti dialogano in armonia.
Oggi la tenuta abbraccia oltre 700 ettari, di cui 265 dedicati all’olivicoltura: è il più grande oliveto dell’intera regione, con quasi 195mila piante che ridisegnano il paesaggio come un murale vivente.
È proprio qui che nasce l’olio nuovo, protagonista indiscusso della Notte dell’Olio Nuovo 2025, il festival che ogni autunno richiama appassionati, viaggiatori e curiosi. L’aria frizzante di novembre porta con sé un racconto antico: quello delle drupe appena frante, delle mani che raccolgono, della terra che restituisce.
Quest’anno la festa ha un’energia particolare, segnata dal debutto di Aurum, l’extravergine in edizione limitata estratto unicamente dagli ulivi secolari della tenuta. Non un semplice prodotto, ma la voce profonda del territorio, un olio che custodisce memoria, radici e una purezza luminosa.
Il quadro della produzione 2025/2026 è ricco e articolato: sei oli che interpretano le sfumature dei colli bolognesi.
Dal Pandesco Bio, monocultivar Maurino dal tratto gentile e vegetale, al Vargnano, più ampio e agrumato; dallo Stiffonte, classico e armonico, al Brisighella DOP, identitario e teso. A questi si affiancano i due multivarietali Cabianca Bio e Lafonte, ognuno con una propria musicalità sensoriale.

Assaggiarli significa attraversare colline diverse, leggere un paesaggio attraverso le sue note aromatiche: mandorla, lattuga, carciofo, erbette fresche, cardo.
È un viaggio nel gusto che racconta come agricoltura sostenibile e ricerca possano dare vita a prodotti di rara intensità.
La visione agricola di Varignana – guidata da Carlo Gherardi, Ambasciatore delle Città dell’Olio dal 2024 – unisce tradizione e innovazione.
Le parcelle sono irrigate con tecnologie di precisione, metà dei fertilizzanti sono organici, la raccolta combina metodi manuali e meccanizzati, e sensori ambientali monitorano ogni variazione.

Una cura che si riflette nei riconoscimenti: dalle Tre Foglie del Gambero Rosso al Gold Award di New York, fino all’Extra Gold Medal del BIOL 2025 e al settimo anno consecutivo tra i 500 migliori oli al mondo nella guida Flos Olei.
Accanto agli ulivi, un’altra anima pulsa: quella della cantina, inaugurata nel 2024. Una struttura semi-ipogea di 1.100 mq, realizzata con mattoni rossi e legno d’ulivo, incastonata in un anfiteatro naturale che ospita 57 ettari di vigneti. Qui nasce l’Albana Romagna DOCG 2024, il vino simbolo dell’anno, un bianco autoctono dorato e luminoso che profuma di pesca, albicocca, ginestra e salvia. L’enologo Umberto Marchiori lo descrive come un vino accogliente e brillante, capace di riflettere la generosità dei colli bolognesi.

La Notte dell’Olio Nuovo 2025 diventa così un’esperienza immersiva: degustazioni in anteprima, passeggiate tra gli ulivi rigenerati, incontri con produttori e agronomi che raccontano la stagione, la terra, le scelte condivise. Il paesaggio vibra di musica, di profumi verdi, di storie che si intrecciano.
Nel resort, i cinque ristoranti valorizzano i prodotti agricoli della tenuta: ortaggi, spezie, frutta, zafferano, vini e naturalmente oli. È un modello circolare che restituisce alla campagna una dignità contemporanea e autentica.
A Varignana, l’olio non è un condimento: è un percorso. Parte dalle radici, passa dal frantoio, si offre nel bicchiere per essere ascoltato. Aurum è il suo sigillo più prezioso, il racconto di un territorio che sa ancora emozionare.
massimo terracina
