Paradis Agricole

PARADIS AGRICOLE: SOGNO DI UNA NOTTE DI INIZIO ESTATE

Transizioni astrali…arrivare al Paradis Agricole quando il Sole entra nel segno astrologico del Cancro può essere foriero di buoni auspici. Di fronte al parcheggio, nelle serre, la scomposizione di una grande copia del David di Michelangelo apre all’idea di arte contemporanea come riconfigurazione dell’arte classica.

Paradis Agricole

Più in là, copie calcate in gesso, un grande banco in legno e un vecchio pantografo a punti, mi proiettano in un atelier di scultura, pervaso dal profumo dei pomodori e degli agrumi proveniente dalle altre campate della serra.

Sul vialetto, del Paradis Agricole le sculture in marmo e gli spaventapasseri senza corpo di Niccola Giannoni, ci guidano all’ingresso del lineare, bianco casale toscano. Ci accoglie Alain Cirelli che, dopo il successo del suo Hotel Paradis, nel centro di Pietrasanta, gli uliveti in collina e la sua tenuta agricola ecosostenibile, aggiunge alla sua collezione un’esclusiva maison de campagne con pochissime stanze, una piscina con vista sulla montagna e una selezione gastronomica remarcable a chilometro zero.

Paradis Agricole

Gli interni non hanno nulla a che vedere con spazi e arredi concepiti per un uso alberghiero commerciale, né con lo sfruttatissimo e ormai banale stile shabby chic. Dalla cucina a vista, alla stanza del biliardo, tutto è inserito in un contesto di personalità ben determinata.  Quadri e sculture d’autore, oggetti e pezzi d’arredamento che sono la storia del design industriale, si fondono con la naturalezza del legno e della pietra e ti avvolgono in un’atmosfera familiare che non ti fa sentire cliente, ma ospite in casa di amici.

La camera è accogliente, fresca. Anche qui, al Paradis Agricole, la passione per l’arte e per l’accoglienza si percepisce senza fatica. Le grandi finestre tutt’intorno danno sul giardino, sull’uliveto, sulle montagne. Fuori, il sole, le cicale, il profumo di lavanda.

Paradis Agricole
Alain Cirelli e Daniele Del Zotto

E’ rinfrescante una nuotata in piscina, tra bouganville e giovani cipressi, accanto ad una scultura bronzea di Bernard Bezzina. Penso a come l’arte e la campagna possano essere legate dallo stesso spirito ecologico. Il busto umano composto come un puzzle e tagliato di netto in verticale, mostra il vuoto del suo interno, esprimendo la frangibilità dell’uomo di fronte alla natura.

Paradis Agricole

Alain, con i suoi labrador, sta andando a passeggiare nella sua tenuta e mi invita a seguirlo, accompagnandomi per mano, nel suo sogno. Percorriamo i vialetti tra ulivi, fiori e rosmarini. Arriviamo al laghetto, di fronte alle serre. I profumi ed i colori della vegetazione, piantata seguendo regole astrali ben precise, le fontane e le sculture apparentemente abbandonate, mi inebriano.

Nella fattoria, ci salutano oche, maiali, galline ovaiole livornesi e padovane che godono del loro ambiente naturale. Arriviamo al punto vendita dei prodotti del Paradis Agricole. Qui, la cronologia del tempo si ferma. Acquisto pomodori, cetrioli, miele di spiaggia e olio quercetano..

Paradis Agricole

Ceniamo tutti assieme, sul grande tavolo di quercia nel giardino e i miei pensieri mi isolano dalla conversazione e mi ritrovo in una scena di “A good year” di Ridley Scott. Mi riportano alla realtà: il tagliere di salumi toscani; i fiori di zucca, appena raccolti, ripieni di ricotta, acciughe e capperi; i ravioli fatti in casa con ripieno di carni miste e la clafoutis di ciliegie. Beviamo del sincero vino rosso toscano. Chiudiamo alla francese, con una tisane verveine.

Mi ritiro nella mia stanza mentre qualcuno fa un riguardoso bagno di mezzanotte in piscina. Mi addormento e sogno di essere a Le Lavandou. Con mia madre, sto mettendo la lavanda sui davanzali per tenere lontani gli scorpioni. Mi sveglio: sono in Versilia, al Paradis Agricole, tra il mare e le colline di Pietrasanta, a 10 minuti dalle spiagge di Forte dei Marmi. Qua, gli scorpioni non ci sono e anche le zanzare vengono allontanate dalla brezza della montagna.

Il risveglio è accompagnato dal concerto “Alla Rustica di Vivaldi che aleggia in sala da pranzo. Parto di buonora, dopo un gourmandise breakfast servito in giardino.

Paradis Agricole

Mentre raggiungo l’auto, per riprendere il viaggio, penso a questa mini vacanza trascorsa in una composizione di elementi che visti da fuori possono sembrare inconciliabili: mare, montagna, campagna, cibo, vino, arte e design. Ripenso in senso circolare all’esperienza fatta ed ogni elemento acquista il proprio significato e tutto mi diventa improvvisamente comprensibile. Alain Cirelli ha inserito la sua prospettiva di evoluzione individuale anche nell’ambito dell’Ospitalità applicandola allo studio di modalità che stimolano l’esperienza sensibile.

Paradis Agricole

Mi piace pensare che questo progetto sia nato da un’idea immateriale, una forma inizialmente vuota riempita della spiritualità artistica e professionale di Alain che ha plasmato il Paradis Agricole, come Bernard Bezzina plasma i suoi capolavori, rimanendo ben lontano dai comuni cliché alberghieri, aprendoci ad una nuova dimensione dell’Ospitalità.

Photocredit: Saleem ARIF

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