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I SARDI HANNO IL CUORE GRANDE: PICCOLA STORIA DI UN GRANDE GESTO PER L’UKRAINA

Si moltiplicano i gesti di solidarietà verso il popolo ukraino, vittima innocente di una guerra che, qualunque ne sia il motivo o ne siano le ragioni, non ha senso, soprattutto nel 2022, come non avrebbe avuto senso in altro tempo.

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Missione compiuta

Non vogliamo dare torti o ragioni, Ukraina, Russia…ma vogliamo narrarvi uno dei mille e più momenti in cui l’essere umano si ritrova ad aiutare il fratello, ignorandone colore, religione, etnia.

La storia ha per protagonista Nicola Pani, il cui merito è di essere titolare di una azienda di trasporti su bus: la Pani Turismo di Serramana, in Sardegna, provincia Medio Campidano.

«Per il mio lavoro incontro molte persone: mercoledì scorso (2 marzo) mi ha contattato un concittadino, Sebastiano Patti, che è il presidente della “Accademia del soccorso  SOS Elmas” – racconta Pani – Mi chiedeva se fossimo disponibili, con uno dei nostri bus, ad andare in Polonia a caricare un gruppo di profughi, mamme e bambini per portarli in Sardegna.

Confesso che al momento sono stato titubante, anche un po’ confuso, ma poi, pensandoci e parlandone con le persone vicine a me, non ho potuto che accettare».

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La crew del pullman

Da qui parte l’avventura.
«Avremmo dovuto caricare il bus con medicinali, cibo, abiti, generi di primo conforto – prosegue Pani – e partire per andare a Medyka, un luogo dove è allestito un campo di prima accoglienza in Polonia, al confine con l’Ukraina. Insomma una missione umanitaria con tutti i crismi, basata sul networking e sul volontariato totale per aiutare chi è stato meno fortunato di noi. Rosy Argiolas, infermiera attivissima, si è data da fare per organizzare la parte logistica, tanto che addirittura ha coinvolto Grimaldi lines che ha messo a disposizione il passaggio e l’assistenza, le cabine e i servizi di bordo in maniera del tutto gratuita, affiancandosi a tanti altri che, piano piano, voglio ringraziare».

La strada per raggiungere la Polonia

Così iniziava la spedizione, il venerdì 5 marzo, dopo 48 ore dalla proposta, che ha visto oltre a Nicola, a bordo del bus l’altro autista, Marcello Pintus  e Giovanni Tonarelli, membro associazione Sos Elmas, per la parte logistica e una interprete ukraina, fondamentale, Natalia, mentre Luciano Frau era andato il giorno prima  prima a preparare il terreno.

«Siamo partiti da Olbia, e sbarcati a Livorno sabato mattina (5 marzo); poi ci siamo avviati verso Cracovia, attraversando Italia, Austria, Repubblica Ceca, Polonia – ripercorre il viaggio Nicola Pani – dove siamo giunti alle 3.30 antimeridiane, senza mai fermarci, e lì abbiamo riposato per onorare gli obblighi per la guida in sicurezza. Abbiamo trovato neve, pesante, sul tragitto. Poi alle 12 abbiamo scaricato il materiale del pullman al centro di raccolta di Przemysl dopo una traversata del Tirreno e 1650 km di strada».

Pani
L’imbarco, pronti a partire per la Sardegna

Medyka è il confine e a 13 km in territorio polacco c’è il centro di raccolta di Przemysl che davvero pare irreale: la polizia polacca accoglie le persone che scappano dalla guerra in questo luogo. Le più fortunate riescono a dormire al coperto, ma c’è chi lo fa in auto o all’aperto. E sono 10 gradi sotto zero la notte.

«Arrivati sapevamo che a destinazione, grazie a contatti presi in precedenza, avremmo dovuto caricare 55 persone – prosegue lo straziante racconto Nicola – Loro sapevano che avrebbero dovuto cercare un bus che portava la bandiera sarda, quella dei 4 mori. E così è stato, ma la parte più dura è venuta quando abbiamo dovuto negare l’imbarco a persone che, in preda alla disperazione, cercavano un passaggio verso…dovunque fosse, pur di non restare lì, al freddo e senza nessuna prospettiva. Terribile, per noi e per loro. Almeno, siamo riusciti a imbarcare 3 persone in più, non previste… e questo è un dono che, penso, non dimenticheranno mai e noi con loro, per la loro gratitudine senza confini»·

Pani

Il viaggio di ritorno è stato di certo più facile, lasciatisi alle spalle quella tristezza, con la certezza che chi si è imbarcato, si sistemerà fra amici parenti e volonterosi, per un futuro, almeno immediato, migliore.

«Vorrei ringraziare la Polizia Stradale che, avvisata, ci ha fatto strada su un ingorgo autostradale ciclopico attorno a Venezia per incidente e ci ha consentito, con grande sensibilità e disponibilità, di arrivare in tempo per l’imbarco – ricorda Pani – e, ricordare i tanti ragazzi polacchi che si prodigano al confine, per aiutare i loro fratelli, persone dal cuore immenso, come Kristen, il proprietario del Kinder Hotel Murzsteg (Graz) che ci ha ospitati una notte e Sylwia Siankiewicz un’agente di viaggio polacca che vive in Sardegna, che ci ha aiutato moltissimo nella logistica. Poi, a Livorno, tampone per tutti e finalmente Sardegna!».

Pani
Via verso la salvezza!

Nel frattempo si moltiplicano le iniziative, ognuna importante e meravigliosa, permeata di umanità, come questa. Un tassello per comporre il puzzle della solidarietà contro l’insensato uso della guerra.

«So di altre iniziative simili alla nostra – conclude Nicola – ma non  escludo che potremmo pensare davvero di fare un altro viaggio…dopo quello che abbiamo visto, siamo pronti a ripartire».

Perché i Sardi, hanno dimostrato, di avere un cuore grande, aggiungiamo noi!

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