Ristori

Ristori inesistenti per eventi e congressi.

Ristori inesistenti per congressi ed eventi. E non è una novità

Ancora una volta il settore dei congressi, dei convegni e degli eventi aziendali e privati non rientra tra le priorità del Governo per portare il Paese verso una nuova normalità. Non è una novità. Ancora una volta ristori e aiuti sono inesistenti, una mancetta di stato da parte di un governo incapace di capire dove sta il valore di un settore. Di un governo incapace di sostenere chi porta quasi il 15% del PIL del paese.

I ristori “inesistenti” previsti nel Decreto Sostegno purtroppo continuano a sottovalutare l’impatto del Covid sulle imprese e professionisti del settore, completamente ferme da ormai 13 mesi e per le quali non è ancora stata contemplata nessuna possibilità di apertura. E parliamo di un settore che non produce spiccioli e ha imprese ferme, personale disperato. Chiusi i teatri, le location per eventi, le sale di posa, i centri congressi, gli hotel, le sale di montaggio, le aziende di produzione, società di allestimento, . A casa senza alcun aiuto montatori, tecnici, addetti audio e luci, traduttori, guide, hostess e stewarts. Bloccate le società di catering. E potremmo andare avanti all’infinito.

Sono aziende e professionisti di settore in attesa da dicembre 2020 dello sblocco e dei fondi già stanziati dal MIBACT (320 ml) e il cui decreto attuativo non è mai stato discusso con le parti interessate con la conseguente non apertura del bando per la presentazione delle richieste. E il settore, si domanda, perché? Che cosa si deve ancora attendere? I ristori non sono sufficienti. I ristori da soli non bastano senza altri fondi.

L’attuale Decreto Sostegno, che stanzia l’esigua somma di 100 ml, pari a ristori inesistenti. Cosa significa dare 5000 euro a chi ne ha persi 100.000? Draghi pensa forse di aver fatto il suo? Di avere aiutato davvero? rimanda ad un ulteriore decreto la possibilità delle imprese di avere un aiuto concreto ed immediato generando ulteriori gravi problemi di sussistenza per una intera filiera che produce ricadute economiche importanti su tutti i comparti produttivi nazionali ed è un motore fondamentale per la promozione del turismo e del made in Italy. Ci domandiamo, perché? chiedono le associazioni di categoria. Perché? Una domanda cui nessuno risponde da mesi.

Ormai purtroppo non c’è solo un problema di entità delle risorse, ma anche di tempo!

L’ennesima denuncia arriva da #Italialive, il manifesto che riunisce le associazioni del comparto. 

 “Nonostante la resilienza di tutti gli addetti, il nostro continua ad essere ad oggi l’unico settore che dall’inizio dell’emergenza Covid19 è sempre rimasto sostanzialmente chiuso e non ha avuto attenzioni concrete da parte del Governose non solo parole rispetto ai ristori necessari, per altro non adeguati all’entità del giro d’affari che rappresenta, e in parte già stanziati ma non ricevuti– ribadisce con forza  Salvatore Sagone, presidente del Club degli eventi e della Live Communication e portavoce nei rapporti con i media di #Italialive – In questa fase così importante per il paese la voce della event Industry e filiere connesse esprime tutta la propria angoscia e frustrazione. Non vogliamo rischiare, ancora una volta, di essere dimenticati.”

DPCM Draghi

“Comprendiamo tutte le ragioni di merito ma siamo ormai davvero esasperati”, aggiunge Alessandra Albarelli, presidente di Federcongressi&eventi e portavoce dei rapporti istituzionali e politici di #Italialive. “Nonostante i confronti con i rappresentanti di riferimento del nuovo Governo ecco che i nuovi provvedimenti gettano ancora di più nella disperazione migliaia di imprese e professionisti che da un anno sono sostanzialmente, sotto gli occhi di tutto il Paese, fermi e senza lavoro. Chiediamo ai Ministeri competenti del Turismo, Sviluppo Economico, Economia e Finanze e al Commissario Straordinario Generale Paolo Figliuolo, un confronto su un tavolo unificato in grado di affrontare conurgenza e concretezza la questione, per cercare di dare entro i prossimi giornirisposte concrete e almeno un orizzonte a migliaia di imprese. 

Fondamentale sottolineare, da non sottovalutare e ribadire che, grazie alla responsabilità di tutti i professionisti del comparto, il settore dei congressi e degli eventi è estremamente professionalizzato, sicuro e pronto anche per dare un contributo concreto mettendo a disposizione competenze e strutture per la campagna di vaccinazione Covid19.

I centri congressi, gli alberghi e tutta la filiera connessa all’organizzazione degli eventi hanno investito ingenti risorse in sistemi di sanificazione, si sono dotati e applicano protocolli di sicurezza stabiliti nelle “Linee guida per la riapertura delle Attività Economiche, Produttive e Ricreative” elaborati da Federcongressi&eventi e approvati dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome al pari del comparto Museale che sta riaprendo e nondimeno continuiamo ad essere esclusi tra l’indifferenza generale.

E quindi è lecito chiedersi, perché? È lecito chiedersi quando questo governo che tutto appare tranne quello dei migliori, almeno per il settore degli eventi, farà qualcosa. Non servono solo ristori. Serve un piano di ripresa del lavoro perché i ristori possano aiutare a tornare a fare congressi ed eventi . Altrimenti saranno solo mancette date per pulirsi la coscienza e poter dire “abbiamo fatto quello che potevamo, anche se forse non è stato sufficiente”. RIP.

Italia Live: le Associazioni dell’industria dei congressi e degli eventi

ADMEI-Association of Destination Management Executives International, Alleanza Cooperative Italiane (Cultura, Turismo, Comunicazione)AIIC Italia-Associazione Internazionale Interpreti di Conferenza in Italia, ANBC-Associazione Nazionale Banqueting e Catering, Club degli Eventie della Live CommunicationCBI-Convention Bureau Italia, Federcongressi&eventiFEU-Filiera degli Eventi Unita, FERPI-Federazione Relazioni Pubbliche Italiana, ICCAItalian Committee, MPI-Meeting Professionals International Italia Chapter, SITE-Society for Incentive Travel Excellence – Italy Chapter e UNA-Aziende della Comunicazione Unite