Arte
Anello di Ca’ del Vento, Panorama. Ph. Primo Montanari

Sconfinamenti: arte e natura nelle terre di Matilde di Canossa

Arte nelle terre di Maitlde: giusto un anno fa, ottobre 2022, l’Associazione Cerchiostella, con il contributo della Regione Emilia-Romagna, ha lanciato un progetto all’insegna di arte, natura, paesaggio e territorio coinvolgendo i tre Comuni di Canossa, Albinea e Quattro Castella (Reggio Emilia) e le rispettive Biblioteche Comunali.

Il progetto, con cadenza biennale, è stato curato da Fulvio Chimento insieme alle artiste Caterina Morigi e Giulia Poppi, ed è stato chiamato SCONFINAMENTI – e già il termine in sé ispira curiosità – con l’idea di scoprire, tra un territorio e l’altro, i luoghi d’arte e la natura che li racchiude.

Sconfinamenti
Roncolo. Ph. Luca Uccelli

Nello sconfinamento c’è movimento, c’è l’idea di rottura di un confine-limite e, al tempo stesso, implica il valore della collaborazione per fini artistici tra tre differenti comuni all’interno di una stessa area. Sconfinamenti è ispirato all’idea di unione, condivisione e scambio, dal punto di vista intellettuale ed esperienziale.

A distanza di un anno il progetto Surprise è pienamente e felicemente decollato con un’inaugurazione che ha visto tre distinti appuntamenti: Parco Fola, Parco di Roncolo e Tempietto del Petrarca.

Tutti presenti, il curatore del progetto Fulvio Chimento e le artiste Caterina Morigi e Giulia Poppi che hanno ideato e creato le sculture/installazioni di Surprise allestite in contesti naturalistici e paesaggistici di pregio, in luoghi abitualmente frequentati da cittadini e camminatori, che non sono certo mancati a questa inaugurazione.

Arte
Un’opera di Sconfinamenti- le Adamantine

Le artiste stesse, camminando alla scoperta di queste terre, hanno creato con il territorio e con le comunità un legame di empatia, e da questo interessante percorso artistico e mentale sono nate le installazioni frutto di questo progetto a quattro mani.

Ed ecco Le Adamantine, tre sculture/installazioni in alluminio, che, nella forma, si richiamano agli “specchietti per le allodole”, oggetti abitualmente utilizzati dai cacciatori per attirare questo tipo di volatili, che un tempo popolavano le campagne reggiane. Attualmente, le allodole sono considerate una specie protetta in pericolo di estinzione.

Le artiste hanno eletto questo strumento venatorio protagonista del loro intervento in virtù del fascino formale che esso riveste in sé, ma anche per attuare un ribaltamento di senso attraverso il linguaggio dell’arte e cioè richiamare la presenza di un uccello che incarna uno dei simboli universali della poesia, in modo che il suo canto possa nuovamente diffondersi tra le campagne reggiane.

Il titolo Surprise fa riferimento ad una tipologia di mostra che aspira a incuriosire il pubblico attraverso la presenza dell’arte contemporanea nelle terre matildiche, ricorrendo a forme espressive che caratterizzano l’approccio artistico delle nuove generazioni.

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Caterina Morigi, Sea Bones

Le adamantineil termine indica un materiale puro, solido e splendente – sono tre grandi sculture/installazioni in alluminio, che presentano la medesima struttura “aghiforme”, con uno stelo ben ancorato al terreno, mentre nella parte superiore si caratterizzano per la presenza di una testata dalla forma “alare”, in grado di roteare al vento come una girandola.

Sulla superficie della testata le artiste hanno inserito dei dischi tondeggianti in gres, e quando la luce del sole incontra l’alluminio lucidato o gli inserti in porcellana si determina un’accesa vibrazione luminosa, potenziata dal movimento rotatorio del congegno. L’elemento luminescente è una componente fondamentale de Le adamantine, al fine di creare una comunicazione a distanza tra le opere stesse, posizionate in tre differenti comuni, così come avveniva in età medievale tra i castelli collocati sulle colline delle terre matildiche, dove i segnali erano affidati anche all’utilizzo di specchi riflettenti.

Durante i sopralluoghi eseguiti nel 2022 in occasione di Sconfinamenti, le artiste sono rimaste colpite anche dalla presenza di piccole “edicole” votive, tempietti pieni di grazia che adornano le campagne emiliane, spesso collocate in punti ben definiti: luoghi di sosta, porte di accesso a città, paesi e borghi rurali, incroci di strade, sentieri campestri o montani. Partendo da questa scoperta, Caterina Morigi e Giulia Poppi hanno immaginato di collocare le opere in questi punti strategici.

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Al Parco Fola le artiste sono intervenute all’interno di un boschetto in cui la natura ha creato in modo autonomo una piccola radura che nei mesi freddi viene interamente ricoperta da foglie. Nell’area collinare del Parco di Roncolo, l’opera volge lo sguardo alla grande pianura che si distende in lontananza. La scelta di un crocicchio sorprastante il Tempietto del Petrarca, in località Selvapiana, è funzionale a rimarcare il passaggio in vita di uno dei padri fondatori della poesia e della letteratura italiana.

Le adamantine rimarranno esposte in modo permanente nei tre territori di competenza e ciascun comune diverrà custode di una di esse. Le opere sono quindi dei “multipli”, “opere gemelle”, mentre l’elemento di unicità è rappresentato dall’ambientazione in cui vengono calate, il paesaggio umano e naturale, che costituisce il principale oggetto di indagine di Surprise.

LE ARTISTE

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Caterina Morigi

Caterina Morigi (Ravenna, 1991) vive e lavora a Bologna. La sua pratica prevede l’inclusione di riferimenti dalla tradizione della storia dell’arte e dell’architettura e la sovrapposizione di materiali organici e inorganici, per sondare la relazione tra uomo e natura. Ha studiato allo IUAV di Venezia e all’Université Paris 8 – Saint Denis. Si laurea nel 2013 con la tesi Cosa devo guardare, indagando il rapporto tra essere umano e paesaggio. Fin dagli anni di formazione, si muove per residenze artistiche in Italia e all’estero, tra cui Spira (GR), per la mostra personale Siamo umani non progressioni geometriche, Parigi, per Seuils Sensibles, Napoli, per la Fondazione Archivio Casa Morra. Collabora spesso con centri scientifici (LAMA – Laboratorio dei materiali antichi dell’Università IUAV) e, attualmente, con i ricercatori dell’Istituto Ortopedico Rizzoli e dell’Università di Bologna.

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Giulia Poppi

Giulia Poppi (Modena, 1992) si laurea all’Accademia di Belle Arti di Bologna, città in cui vive. Il suo lavoro è “caldo” e materico, intriso di riferimenti simbolici che coinvolgono intimità e mistero. La fisicità delle sue opere richiede allo spettatore lo sforzo di rileggere lo spazio attraverso meccanismi di attrazione/repulsione. Tra le sue mostre più importanti, ricordiamo Galleria P420, Bologna (2016, 2018); CardDrde, Bologna (2019); Gelateria Sogni di Ghiaccio, Bologna (2019); MAMbo, Bologna (2017); Localedue, Torino (2017); Campo Base, Torino (2019); Biennale dei Giovani, Monza (2017). Nel 2019 ha vinto il premio per il “collezionismo” (ArtUp, Bologna) ed è stata selezionata per il premio Mibac Young Artist’s per esporre alla Quadriennale 2020 (Roma).

Surprise è organizzata dai Comuni di Albinea, Canossa e Quattro Castella grazie a un’erogazione liberale Art Bonus del Gruppo IREN e al contributo della Regione Emilia-Romagna.

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