Tangeri

TANGERI: COSI’ VICINA ALL’EUROPA

Il nord del Marocco ha in Tangeri un’inaspettata perla, una destinazione piena di fascino, porta su una regione che non finisce di sorprendere per quanto ha da offrire. Un clima meravigliosamente temperato e mai soffocante, un’aria tersa, il mare e l’oceano a lambirne le coste, la popolazione sorridente e quasi europea ti fa sentire a casa.

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Il faro di Cap Spartel

Quello che colpisce di questa città è il verde pubblico, costantemente tenuto in perfetto ordine da frotte di giardinieri all’opera ad ogni ora del giorno e della notte. Un bel modo di iniziare una visita sapendo che pulizia, ordine, verde pubblico, spazi di passeggio e attenzione al paesaggio sono un must per questa città tutta da scoprire fra l’antico e il moderno.

Un ottimo punto di partenza anche per un long week end che vi illuminerà su un’ Africa del nord del tutto inaspettata. Ordinata, profumata, verde e dai quartieri che pare essere altrove: se non la vedi non ci credi.

Il faro di Cap Spartel, divide le acque oceaniche da quelle mediterranee e, proprio da qui, può iniziare una visita di questa parte del Marocco. Rappresenta il punto più a nord-ovest dell’Africa. Fu costruito tra il 1861 e il 1864 da una coalizione internazionale (Stati Uniti, Francia, Spagna e Marocco) e segna praticamente l’ingresso dello stretto di Gibilterra e, infatti, il monte Tarik (da cui deriva il nome Gibilterra, Djabal Tarik) si scorge in lontananza.

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La finestra sull’Oceano delle Grotte di Ercole

Praticamente sotto il faro si trovano le Grotte di Ercole, scoperte nel 1906, a meno di 20 km a ovest di Tangeri. La grotta più grande d’Africa è visitabile, con una storia che risale al 2500 a.C. secondo quanto narra la mitologia, che la descrive come la dimora del potente Hercules, conosciuto per la sua lotta contro i pirati del mare., suo luogo di riposo dopo le 12 fatiche. Il tunnel sotterraneo si estende per una lunghezza di 30 chilometri, una cavità che suscita un senso di smarrimento e di avventura. Una bellissima finestra, un dipinto che la natura ha scolpito con millenni di lavoro, riporta alla silouhette del continente africano riempito da cielo e mare.

Non perdete il tramonto, uno dei momenti più belli da vivere in questo luogo, quando le acque dell’Atlantico si fondono con i raggi del sole morente.

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Le mura della casbah

Proseguendo alla scoperta di Tangeri, non si potrà fare a meno di visitare Visita il Grand ed il Petit Socco e passeggiare all’interno della Kasbah.

Il Gran Socco altro non è che il Grand Souk, il mercato, cuore della città, una piazza irregolare sempre animata, ma mai come il giovedì, giorno di mercato, quando vi troverete in mezzo ad una folla variopinta con l’aria permeata di profumi. Le donne di quest’area, chiamata Rif aggiungono con i loro scialli note di colore nell’ambiente.

Vicino al Socco i Giardini Mendoubia che ospitano un Banyan tree , sempre verde, che sorveglia la piazza da oltre 800 anni,.

Proseguendo, La Medina, la città vecchia, è un labirinto di vicoletti dove si vende di tutto e  ci si immerge in un luogo di altri tempi. Colori e profumi dominano rendendo il tutto bellissimo e caratteristico. Non è un caso se diversi artisti e scrittori sono rimasti affascinati dalla vita di questi vicoli: Mark Twain, William Burrough, Paul Bowles.


All’interno della Medina sorgono punti di interesse come la Grande Mosquée de Tanger, il Tangier American Legation Museum, il Lorin Foundation Museum (Museo in ex sinagoga con mostre d’arte e di storia culturale della città.) e la piccola piazzetta Petit Scocco luogo di incontro dove potersi fermare ad un cafè e ammirare questa atmosfera ricca di colori, sorseggiando il famoso tea caldo alla menta. Impossibile rinunciarvi, soprattutto considerando che è stato lo scenario di molti film, soprattutto di avventura.

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Donne del Rif per una cerimonia particolare in Medina

Saprete di certo che qui si può acquistare, nei bazaar, artigianato, stoffe e tappeti, ma soprattutto l’olio di Argan considerato l’oro del Marocco.

Tangeri è piena di ricordi letterari e artistici. Dicevamo di innumerevoli pittori, romanzieri, drammaturghi, poeti, fotografi, attori, registi, designer da tuto il mondo hanno qui soggiornato, trovandovi l’ispirazione e rimanendone stregati.
Tutti questi artisti hanno lasciato un ricordo nei numerosi luoghi che sono diventati leggendari.

Gli hotel El Minzah, Continental, il Café de Paris o il Café Fuentès, e tanto altro.

Dall’epoca di Henri Matisse, Oscar Wilde, William Burroughs, Tennessee Williams, la città continua ad attrarre e ispirare artisti, come il francese Eugene Delacroix, che pronunciò, riferite a Tangeri queste parole: «Ci sono dipinti da eseguire ad ogni angolo di strada». O altre famose frasi come “il paradiso dei pittori” o “la città dei sogni”.

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Arte, ma anche di strada a Tangeri

Una galleria d’arte intitolata al famoso artista, in Rue de la Liberté, presenta le opere di artisti marocchini e stranieri. Dall’epoca del suo primo viaggio i pittori hanno una venerazione per i colori e la luce intensa che inonda la città. Ispirati dalle opere di Delacroix al suo ritorno da Tangeri, molti artistisi sono recati in questa città: Matisse, Torres e McBey che non l’ha più lasciata. La sua tomba ,che domina lo Stretto, reca l’iscrizione in arabo <Amava il Marocco>.

Qualche “tip” su come vivere Tangeri al meglio
Per alloggiare uno degli ultimi hotel aperti è il DIXIL Garden Tangier, che non solo offre una sistemazione confortevole e “smart” ma anche un breakfast memorabile ed un ristornate pub eccellente. Il personale, poi, è un delizioso tocco di classe e “warm welcoming” che lo elegge a una delle nuove hit della splendida Tangeri. Situato in uno scenario verde idilliaco proprio ai piedi di Cape Malabata, combina modernità e valori sostenibili unendo la tradizionale ospitalità marocchina con il dinamismo della città immerso in un arredamento unico ispirato alla Pop-art.

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Un particolare del ristornate dell’hotel Dixil

Villa Josephine è un ristorante con camere costruita nei primi anni del 1900. Di proprietà di tre prestigiosi personaggi, dal britannico Walter Burton Harris (1866/1933), corrispondente e scrittore del Times, la cui tumultuosa vita di avventuriero ispirò la leggenda di Indiana Jones., oggi è una delle realtà più spettacolari e prestigiose di Tangeri. Dieci camere e suite degne dei migliori Relais et Châteaux, servizio “alla francese”, un tavolo elegante, una piscina gazebo in mezzo a un giardino tropicale, a 10 minuti da Place du Grand Socco e dalla Kasbah ne fanno uno degli hit imperdibili.

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Villa Josephime, dining room

La vita “europea” della marina, lungo la splendida “corniche” ha un nucleo di locali fra cui spicca La Table Du Marchè.
E’ proprio affacciati al mare, dietro una ampia vetrata, che si potranno gustare svariati menù dal tradizionale all’internazionale dall’ottima cucina francese e mediterranea. Insalate, risotti, carpacci, gustosi semifreddi e buoni soufflé. Ottima carta dei vini e un perfetto espresso, sono solo alcuni dei plus che il ristorante offre. Spesso musica dal vivo.

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La Table du Marchè

Una capatina sulla terrazza dell’Hilton Tanger City Center Hotel & Residences, non potrà deludervi per la raffinatezza del cibo e la vista sulla città. La lounge invita al relax e la cena si arricchisce di ottime portate sapientemente fusion, e di una carta dei vini eccellente.

Ma non è tutto, c’è molto altro da scoprire in quest’area…e lo faremo presto!

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