Finalborgo

TAROCCHI A FINALBORGO: GIOCO, DIVINAZINE, MAGIA

Sulla Riviera del Ponente ligure, agl’inizi d’agosto, non può esimersi dal fare una sosta a Finalborgo, uno dei borghi più belli d’Italia, in provincia di Savona. Scoprirà non solo un autentico gioiello architettonico e una cucina prelibata, ma anche una storia affascinante di potere e di magia. Di quelle che ti avvolgono e fanno sognare.

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Castel Gavone

Finalborgo conserva ancora intatte le vestigia di un passato straordinario, allorquando era la capitale di un Marchesato dominato dal 1160 al 1600 dalla potente famiglia Del Carretto, poi dai commissari del Re di Spagna, che qui teneva un avamposto militare e, infine dalla Repubblica marinara di Genova, che governò dal 1713 al 1797.

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Castel san Giovanni e il campanile del monastero di Santa Caterina

Le vestigia di quei periodi tutt’ora si ergono salde, fortezze militari che dalle rocciose alture circostanti controllavano il mare e dominavano il borgo sottostante. Sono ancora vivaci e ben curati i carrugi e i vicoli che si snodano fra le antiche case e conducono a piazze adornate da superbi palazzi nobiliari, da magnifici conventi, da chiese ricche di preziose opere d’arte.

Tra queste vie e in questi palazzi vissero, secoli fa, alcune famiglie di stampatori di carte da gioco e di Tarocchi.

Già agl’inizi del seicento nel Marchesato di Finale esistevano produttori di carta e stampatori di carte da gioco. Questa produzione ebbe una svolta nei primi decenni del Settecento, quando alcuni Maître cartiers di Marsiglia si stabilirono qui, agevolati da un regime fiscale favorevole e alla possibilità di aprirsi a nuovi mercati, non solo verso la penisola. Infatti, da Finalborgo partiva la Ruta Española che arrivava in Svizzera, Germania, Paesi Bassi e, via mare, fino alla Spagna.

Dunque, i fabbricanti francesi portarono a Finale i loro modelli e, servendosi di mano d’opera locale, gettarono le basi di una produzione autoctona di Tarocchi: il modello detto “ligure-marsigliese”.

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Il XIII Arcano: la morte

La più nota famiglia di stampatori finalesi fu quella dei Solesio, originaria di Genova. Il loro successo commerciale spinse la Corona di Spagna, nel 1761, ad affidare a Felice Solesio (1739-1806) la direzione di tre Reali Fabbriche di carte da gioco: a Madrid, Macharaviaya e San Fernando de Henares.

Sulla scorta di queste vicende, l’Associazione Finalborgo.it ha ideato una manifestazione di piazza intitolata “La Notte dei Tarocchi”  che ogni anno, il 12 e 13 agosto, si svolge tra le antiche vie e richiama migliaia di persone. Sono due serate dedicate a tarologia, pratiche olistiche, messaggi per l’anima, consulti astrologici e incontri dedicati alle più diverse discipline esoteriche.

Nel 2022 la manifestazione si arricchisce di un nuovo, imperdibile evento: la mostra storica “Tarocchi. Gioco, Divinazione e Magia”, aperta dal 2 al 15 Agosto nell’Oratorio dei Disciplinanti, adiacente il Monastero di Santa Caterina. L’esposizione, curata dallo storico dell’esoterismo Giordano Berti, si concentra sugli aspetti più suggestivi di questo “gioco della vita umana”. L’origine dei Tarocchi e la loro evoluzione iconografica, ma soprattutto gli aspetti più esoterici e mistici.

La coinvolgente cornice scenografica creata dall’art designer Letizia Rivetti “ruota”, è il caso di sottolinearlo, attorno a due imponenti sculture: la Ruota della Fortuna, con i misteriosi personaggi che si arrampicano su un lato per ricadere dall’altro dopo avere raggiunto la cima, e la Temperanza che versa acqua da una brocca all’altra, simbolo di continua trasformazione della realtà come pure della necessità umana di adattarsi alle “temperie” dell’esistenza.

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Giordano Berti e i Tarocchi Rinascimento Italian Style Art CARDS

Nel percorso espositivo, a Finalborgo, trovano spazio i più famosi Tarocchi miniati del Quattrocento, fedelmente riprodotti per colori e dimensioni. Poi, i primi tarocchi “marsigliesi” e in originale gli Arcani degli occultisti ottocenteschi che rimandano a riti iniziatici, a procedimenti alchemici, a concezioni cabalistiche e gnostiche, a riferimenti astrologici. Tutte opere affiancate da libri antichi, manoscritti, incisioni d’epoca a tema cartomantico e oggettistica magica.

L’esposizione, fortemente voluta dal Comune di Finale Ligure – Assessorato al Turismo e da Finalborgo.it, ha come principali sponsor l’Associazione Le Tarot (Faenza) e Zurich Assicurazioni di Giovanni Bosco (Alba CN). Un cenno particolare va alla ditta A.L.P. (Cortemilia CN) che ha finanziato la realizzazione di tre opere in pietra di Langa. Una di queste, realizzata dal Maestro Ivano Ghiglia, ripropone la matrice per la stampa litografica dei Tarocchi, evidenziando le diverse fasi della lavorazione: dal disegno all’incisione. Altre due pietre sono le “plance” di una reinterpretazione da parte dell’artista bolognese Riccardo Calzolari, capace di trasfigurare gli iconici personaggi tradizionali proiettandoli in una dimensione totalmente psichica, legata all’inconscio, all’istinto e all’irrazionalità.

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Il momento dell’inaugurazione, il 2 Agosto alle ore 17, presso l’Oratorio dei Disciplinanti di Finalborgo, è allietato da due vini prestigiosi, un Barbaresco Palazzina DOCG 2018 e un “bollicine delle Langhe”, Brut Millesimato Taliano 2021, dell’azienda Montaribaldi – Vini di Vigna (Barbaresco CN) che anche in questo modo ha voluto sponsorizzare l’iniziativa.

Il 13 Agosto, inoltre, nel Chiostro del monastero di Santa Caterina si tiene una conferenza di Giordano Berti: Storia dei Tarocchi. Verità e leggende sulle carte più misteriose del mondo, con proiezione di immagini ed esposizione temporanea dei più pregiati mazzi antichi fedelmente riprodotti da Rinascimento Italian Style Art.

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