Wallace Chan

WALLACE CHAN A VENEZIA: SENSAZIONE DI VITA INFINITA

Sono solo un viaggiatore. Non sono un critico d’arte”. E’ questo che rispondo ad Anna, “docente di mostra” dell’artista cinese Wallace Chan, introdotta da un interessante video, quando mi chiede se l’installazione mi sia piaciuta.

Devo andare in Campo Sant’Angelo, a Venezia e traghetto con il servizio di gondola pubblico. Mentre ci stacchiamo da San Tomà, penso a quante volte ho scommesso con i miei ospiti, quando dirigevo un 5 stelle al Lido, che li avrei portati in gondola sul Canal Grande per soli due euro.

Wallace Chan

Appena sceso dalla gondola, la mia attenzione viene catturata da un portone aperto. All’interno la mostra Totem dell’artista cinese Wallace Chan. Entro nella piccola sala dove proiettano un film di Javier Ideami. Vengo catturato dalla grafica e mi immergo in questo viaggio di arte visiva che mi introduce, emozionalmente, all’installazione di Chan. Vengo proiettato nell’Infinito assieme ai frammenti dell’immagine digitale di un volto e l’esperienza emozionale viene accentuata dalle musiche di Alistair Smith.

Mi perdo nei concetti di fluidità, fusione e fissione, tra scomposizioni di materia, foglie che cadono e farfalle che volano. Riemergono nella mia mente i versi di Ungaretti: “si sta come d’autunno sugli alberi le foglie”. Attraverso il percorso artistico e di vita di Kengiro Azuma, della sua filosofia del vuoto e del pieno, del senso degli opposti. Approdo in Stanley Kubrick, nel suo “2001: Odissea nello spazio”.

Wallace Chan

Accedo all’aera espositiva dedicata alle sculture in titanio di Wallace Chan. Il passaggio tra i pesanti drappi di stoffa rende la situazione ancor più post-apocalittica. La penombra circonda la mia esperienza. Grandi volti allungati si proiettano verso il cielo. Altri giacciono distesi al pavimento. Tutti hanno gli occhi chiusi.

Alcuni sono trafitti dal vuoto, altri da forme geometriche, come pesanti ghigliottine. Fasci di luce, puntati sulle fusioni in titanio e ferro, sottomettono le ombre delle stesse, assorbendo e rimbalzando sulle tinte metalliche. Mi sembrano bronzi del Benin. Mi sembrano tombe archeologiche, postatomiche. Rifletto sulla circolarità del tempo, dell’Universo. L’inizio, la fine e poi ancora l’inizio.

Sono solo un viaggiatore. Non sono un critico d’arte. Posso cercare di esprimere quello che provo quando vengo catturato da un’opera d’arte. L’arte è quello che vediamo e alcune volte, la ricerca dell’artista ci è visibile”.

Wallace Chan

GLI ARTISTI
Wallace Chan
, classe 1956, è un artista autodidatta che vive a Hong-Kong. Le sue opere spaziano dalla realizzazione di gioielli alle sculture, passando dalla pittura. Nel 1973 ha iniziato a scolpire piccole pietre preziose creando vere e proprie opere d’arte riconosciute a livello internazionale.

Le sue ricerche artistiche lo portano a creare opere servendosi di uno dei più criptici materiali: il titanio. Oltre alle numerose esposizioni collettive, le sue mostre personali hanno toccato molte importanti città e locations, tra le quali Venezia, Londra, Hong Kong, Beijing, Taiwan e Idar-Oberstein in Germania.

Javier Ideami è un artista multidisciplinare, vincitore di numerosi premi. Le sue opere comprendono una vasta area artistica: arte digitale, fotografia, realtà aumentata, intelligenza artificiale, musica e cinematografia. Ha partecipato alla Biennale di Venezia e le sue installazioni sono state ospitate, tra gli altri, dal Ranjina Palace in Croazia, all’interno della Stanford University in USA, alle United Nations FAO HQ e nel centro internazionale di cultura a Berlino.

Wallace Chan

Alistair Smith è un compositore e un sound healer inglese che vive e lavora a Londra. Molte delle sue composizioni affascinano per la costruzione armonica che comprende suoni regalati dalla natura. Le sue sono vere e proprie poesie musicali che coinvolgono diverse culture e timbri musicali, linguaggi concentrandosi sull’essenza della musica: l’armonia. Alistair combina le melodie delle frequenze sonore con quelle tradizionali creando spazi musicali infiniti, eterei e terapeutici.

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